Trattati di Roma, la sinistra
movimentista divisa in
piazza. Timore black bloc
per la manifestazione degli
Euro-Stop.
Cronaca
Le anime della galassia antagonista si presentano in due cortei separati. A preoccupare maggiormente sono le frange anarchiche e la possibilità di incontri ravvicinati con i gruppi di ultras che già hanno annunciato un sit-in parallelo. 5mila gli uomini schierati e città blindata. E tra gli organizzatori c'è chi, dietro anonimato, non nasconde i rischi: "Cercheremo di evitare situazioni ingestibili, ma noi non legittimiamo solo la visione pacifica".
CENTRI SOCIALI E SINISTRA SPACCATA –
Pur partendo da posizioni radicali comuni, dunque, la frattura nella sinistra movimentista appare a oggi difficilmente sanabile. A tenere banco è la visione dell’Europa. Agli eventi di Nostra Europa, ad esempio, parteciperanno i leader greci Alex Tsipras con la sua Syriza e Yanis Varoufakis con Diem25, mentre Euro-stop ha dalla sua la pasionaria No-Tav Nicoletta Dosio e il sindacalista ex Fiom Giorgio Cremaschi. Ma è nei quartier generali sul territorio che si consuma lo strappo. I centri sociali a Roma sono divisi esattamente a metà. Sul fronte “europeista critico” Esc e i collettivi di San Lorenzo-Università, così come lo storico Csoa La Strada di Garbatella; gli Euro-stop, invece, si appoggiano ai Csoa Corto Circuito e Spartaco di Cinecittà, da giorni ormai presidiati in incognito dalle forze dell’ordine. Frattura anche nei movimenti per la casa: i gruppi guidati storicamente da Luca Fagiano e Paolo Di Vetta – entrambi da tempo sottoposti a provvedimenti restrittivi da parte del Tribunale di Roma – restano sul fronte critico insieme alla Rete delle Periferie e alle occupazioni abitative, mentre Action di Andrea “Tarzan” Alzetta dovrebbe aderire a Euro-stop. La scissione ricalca grossomodo i movimenti politici in atto, visto che l’ormai ex Sel romana si è lanciata nel dialogo con i fuoriusciti del Pd, mentre Rifondazione Comunista ha rotto con la direzione nazionale ed ha aderito alla Piattaforma Euro-Stop, rinforzandola. Per molti dei gruppi più radicali, tuttavia, pare che questo sia solo un “evento di passaggio” in vista del G7 di Taormina – a un centinaio di chilometri di Roma – previsto per il 26 e 27 maggio.
BUS IN ARRIVO DA TUTTA ITALIA –
Il quadro politico appena descritto non fa che radicalizzare la presenza al corteo Euro-stop, aumentando i rischi di incidenti. In queste ore sarebbero in viaggio ben 50 pullman pieni di militanti antagonisti, che le forze dell’ordine stanno identificando uno ad uno attraverso i posti di blocco ordinati dalla Questura ai caselli autostradali. Fuori dalla scena romana, i gruppi più temuti sono quelli provenienti da nord-ovest, territorio a completo appannaggio dei No-Tav piemontesi, e dal nord-est. Sarà sicuramente presente un nutrito gruppo dei centri sociali napoletani, gli stessi che hanno organizzato i cortei da cui sono partiti gli scontri il giorno della visita sotto il Vesuvio di Matteo Salvini. Per quanto riguarda i gruppi esteri, nonostante le dichiarazioni rese dagli organizzatori, resta alto l’allarme per la presenza di gruppi anarchici, in particolare greci, che andrebbero a rinforzare il “blocco nero” già presente nelle pieghe dei movimenti nostrani: spiccano su tutti i militanti del Movimento Antiautoritario (AK) che ha riunito in Rete i focolai della penisola. Fra le sigle italiane che spiccano, invece, il collettivo Militant, Rossa, Fronte Popolare, Collettivo Putilov, il Collettivo Politico Porco Rosso di Siena, la Rete No War e le liste No Nato e No Tav, oltre alla Confederazione per la Liberazione Nazionale. Nutrita a Roma la presenza del sindacato Usb, ormai in rotta con i Cobas.
IL COLLOQUIO –
A ilfattoquotidiano.it arriva la testimonianza di Alec, fra gli organizzatori del corteo Euro-stop e parte integrante del collettivo Militant. Dalle sue parole, traspare una certa preparazione a eventi che potrebbero andare oltre la protesta “civile”: “Non ci saranno limiti a chi vuole stare nel corteo – dice – anche le frange anarchico-radicali che lo vorranno, potranno essere presenti. Non so poi se si esprimeranno in forme più o meno conflittuali”. E ancora: “Essendo una piazza che raccoglie tutta una insofferenza radicale, sia politica che sociale, conterrà tutti i pezzi di sinistra che si sono espressi in questi anni nelle forme più varie”. D’altronde, “è comprensibile che per tutto quello che sta portando l’Unione Europea, vi sia un sentimento di contestazione antagonista difficile da reprimere”. Tradotto: non ci sarà una reale presa di distanza dai violenti e ognuno si prenderà la responsabilità “politica e materiale” di quello che accadrà. Alec aggiunge: “Noi non legittimiamo esclusivamente la visione pacifica per cui devi fare per forza la sfilata e restare in quei limiti. Certo, la mia opinione è che situazioni come quella di Milano del 2015 siano controproducenti, perché in quel caso non ci venne più data la possibilità di manifestare e le ragioni del No-Expo vennero sotterrate dalla propaganda. Detto questo, l’unica condizione per sabato è la garanzia che il corteo inizi e finisca dove e previsto e di provare a non rovinarlo con situazioni ingestibili”. Secondo l’esponente del gruppo Militant, tuttavia, “c’e’ stato un pompaggio mediatico, quasi terroristico, di questo corteo, dipinto solo come la manifestazione del blocco nero; tra l’altro siamo in una fase di completo riflusso e ritirata storica e dunque non è nemmeno detto che si riesca ad arrivare ai numeri indicati dalla Questura (8.000 persone, ndr) che sarebbero un bel risultato”. E il blocco nero? E gli anarchici europei? “Ogni volta si tira fuori questo spauracchio dalla Germania o dalla Grecia – racconta – ma credo che saremo al 90% italiani”. Ma a Milano furono arrestati 5 giovani greci: “Sì, ma non e’ il 25 marzo la chiamata internazionale, noi non abbiamo mai subodorato questa cosa. Poi vedremo”.
LE ZONE DELL’ALLERTA –
E’ evidente come di fronte a una situazione del genere non si possa far altro che prepararsi al peggio. Da fonti interne alla Questura di Roma, si apprende che ci sarebbero altre zone a rischio incidenti, anche fuori dai tracciati dei 5 cortei. In queste ore, in particolare, a San Vitale sarebbero allarmati per le dichiarazioni rese pochi giorni fa a Il Messaggero da Giuliano Castellino, leader di estrema destra, al quale rispondono un nutrito gruppo di ultras, prevalentemente romanisti. Inizialmente, l’esponente neofascista aveva annunciato la partecipazione al corteo di Azione Nazionale, promosso da Francesco Storace e Gianni Alemanno, ma proprio dalle colonne del quotidiano romano ha spiegato che sarà presente alle 14.30 con un sit-in a Circo Massimo, proprio a due passi dalla Bocca della Verità, dove si concluderà il corteo di Euro-stop. “Per noi è assolutamente impensabile – spiegano dalla Questura – che possano rischiare il contatto due realtà così radicalmente diverse in una situazione del genere. Faremo di tutto per evitarlo”. Resta poi forte la paura di focolai periferici. Escluso che si possano verificarsi fatti simili alle devastazioni dei tifosi del Feyenoord del 2015, le forze dell’ordine presidieranno sin dalla serata di venerdì i principali monumenti e luoghi di aggregazione – i quartieri romani di San Lorenzo, Pigneto, Garbatella, Monti e Ponte Milvio – così come le ambasciate e gli hotel compresi all’interno della “zona verde”.
MEZZI PUBBLICI E PARCHEGGI –
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