mercoledì 29 marzo 2017

Condannata la donna

accusata di aver ceduto

eroina ad Attilio Manca.

La famiglia non ci sta.

Lo sfogo della madre

affidato a Facebook.


Cinque anni e quattro mesi di reclusione, oltre a 18 mila euro di multa per Monica Mileti. La donna è accusata di avere ceduto ad Attilio Manca una dose di eroina che, nel febbraio 2004, provocò la morte dell’urologo barcellonese. Il pm aveva chiesto quattro anni e mezzo.
I familiari di Attilio Manca, i genitori e il fratello Gianluca, hanno sempre ritenuto che il loro congiunto sia stato vittima di mafia. Un pentito, in particolare, avrebbe riferito – secondo quanto sostenuto anche dal legale di fiducia, Antonio Ingroia – di avere saputo che Bernardo Provenzano si era fatto operare da Manca per poi ordinare la sua eliminazione. Circostanza esclusa dalla Procura di Viterbo che ha sostenuto come non siano emersi collegamenti con l’ex capomafia e che gli accertamenti tecnici hanno stabilito che il decesso avvenne per un’overdose di eroina.
Sul caso Manca, un fascicolo è stato aperto dalla Procura distrettuale antimafia di Roma che starebbe valutando le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. Alla Procura della Capitale si sono rivolti anche la madre e il fratello di Attilio che hanno presentato denuncia per omicidio, assistiti dai legali di fiducia, Fabio Repici e Antonio Ingroia.
Dure le parole che la signora Angela Gentile Manca ha affidato al suo profilo Facebook: “Oggi è un giorno di LIBERAZIONE – ha scritto la donna – Finalmente dopo 13 anni di umiliazioni, di verità nascoste e negate, di ricostruzioni fantasiose, possiamo dire che è finita; ci siamo liberati della Procura di Viterbo. Certo che, anche se me lo aspettavo, ho una grande amarezza nel cuore, ma la procura di Viterbo ha sempre sostenuto l’accusa nei confronti di Attilio ed oggi con questa sentenza lo ha ucciso per la seconda volta, cercando di togliergli anche la dignità di Uomo e la serietà di professionista serio e stimato”.
La donna, nel suo lungo post, ha poi manifestato le sue speranze e la sua fiducia nell’operato della procura capitolina: “Adesso ripongo fiducia e speranza nel dottor Pignatone che ha aperto un fascicolo per omicidio, anche se da parte di ignoti, in base alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Sono fiduciosa perchè la verità su Attilio è tutta fuori e per comprendere che non è morto per overdose basta solo guardare quelle foto scattate dalla scientifica. Io e la mia famiglia non ci arrenderemo mai, anzi da oggi continueremo a lottare con più forza, sperando di poter vedere quel giorno in cui al nostro amato Attilio venga del tutto restituita quella dignità di Uomo e di professionista serio e stimato quale lui era”. -

Nessun commento:

Posta un commento