mercoledì 24 febbraio 2010

LA QUESTIONE FERROVIARIA

Recentemente il blog OLIVERI LIBERA ha pubblicato un post intitolato "LA QUESTIONE FERROVIARIA DI OLIVERI".
Maurizio Pirrotti giustamente lamenta che "rischia di assumere i contorni di una vera e propria telenovela".
Io aggiungo che già di fatto è una telenovela a puntate e che ogni puntata ci riserva una nuova sorpresa.
Temo sia stata ideata da una mente diabolica che ha tutto l'interesse di creare confusione perchè - come di dice - NTA CUNFUSIONI U SIGNURI PIDDIU A BIRRITTA.
Noi invece abbiamo perso i treni. Si dice che presto ce ne concederanno altri due. Sommati ai quattro attuali saranno sei. Di gran lunga inferiori ai 24 che avevamo.Nessuno ci ha saputo - o voluto - spiegare il motivo di tale penalizzazione.
Sperando in un possibile futuro migliore, archiviamo momentaneamente l'argomento.
L'altra fondata preoccupazione di Maurizio riguarda il dubbio amletico: "IL TRATTO A BINARIO UNICO RESTERA' O VERRA' SMANTELLATO A GIUGNO" ?.
Oso rispondere catagoricamente: ALLA DATA ODIERNA NON ESISTE ALCUN PROVVEDIMENTO UFFICIALE OD UFFICIOSO EMANATO DAI DUE ENTI LEGITTIMATI AD ADOTTARLO: RFI e REGIONE SICILIANA.
Esisteva ed esiste la volontà ed il desiderio spasmodico di alcuni Sindaci e relative adiacenze cancerogene i quali (Sindaci ed adiacenze) DISINTERESSATAMENTE E CON MOTIVAZIONI CONTRADDITTORIE lottano eroicamente per liberare i loro sudditi dalla schiavitù delle rotaie. Dalle quali non è possibile ricavare la benchè minima percentuale di utile mentre dal gommato o da altri usi è possibile creare i presupposti per il conseguimento di sani utili.
Sconoscono costoro che non è legittimo revocare le delibere dei rispettivi Consigli Comunali con una inutile, insignificante ed inefficace Conferenza di Servizio.
Detto tratto di linea ferrata è stato imposto dalla Ferrovia la quale non ha voluto concedere le fermate sul nuovo tracciato a doppio binario.
Questo risulta agli atti esistenti nei Comuni di Patti, Oliveri, Falcone, Furnari e Terme Vigliatore.
Per tale motivo RFI non ha mai pensato nè pensa tuttora di SMANTELLARLO.
La REGIONE SICILIANA - altro Ente legittimato a chiedere la soppressione previo la manifestazione di volontà di tutti i Consigli Comunali dei cinque Comuni interessati - non puo' autonomamente revocare il proprio Decreto n. 1238 del 23.10.1987 col quale ha approvato il progetto relativo al raddoppio di tratti della linea ferroviaria Palermo - Messina.
L'art. 5 del citato Decreto testualmente recita:
"Per entrambi i progetti, Patti-Terme Vigliatore e Acquedolci-Patti, così come suggerito dal Consiglio regionale dell'urbanistica, si prescrive:
A) nel corso della progettazione esecutiva, compatibilmente con le esighenze tecniche funzionali, si dovrà effettuare il coordinamento fra l'Ente FS, il Concessionario e le Amministrazioni Comunali al fine di garentire la fruibilità delle previsioni urbanistiche con le opere connesse al tracciato principale;

B) in relazione allo smaltimento dei materiali di risulta degli scavi, prima dell'inizio dei lavori, dovrà essere redatto il piano delle discariche contenente sia la loro localizzazione che le modalità di gestione e le previsioni di recupero ambientale a discarica colmata. Tale piano dovrà essere sottoposto alle autorizzazioni previste dalla legislazione esistente;

C) L'ENTE FS, UNITAMENTE AL CONCESSIONARIO RESTA IMPEGNATO A PREDISPORRE UNO STUDIO DI INTERVENTI MOGLIORATIVI NELLA LINEA ESISTENTE UTILI PER UNA QUALIFICAZIONE DEI TERRENI URBANI ATTRAVERSATI QUALI LA ELIMANAZIONE DEI PASSAGGI A LIVELLO, L'ALLARGAMENTO DEI SOTTOPASSI FERROVIARI ED IN GENERE OGNI ALTRO INTERVENTO ORIENTATO AD UN PIU' IDONEO INSERIMENTO DELLA LINEA ESISTENTE NEL TERRITORIO".

Alcuni Comuni virtuosi hanno chiesto ed ottenuto il rispetto del citato art. 5.-
Altri distratti o disinteressati - come Oliveri - hanno omesso di richiedere il rispetto dei propri diritti.

MA L'ASPETTO PEGGIORE DELLA VICENDA E' CHE I NOVELLI SPROVVEDUTI AMMINISTRATORI RITENGONO DI POTERE RIVERSARE SUI PREDECESSORI LE LORO PALESI RESPONSABILITA'.

MA LA DOCUMENTAZIONE ESISTENTE NON GLIELO CONSENTE.-

24.Febbraio.2010 Antonio Amodeo

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