domenica 13 maggio 2018

Un libro dei sogni che ci

costerà oltre 90 miliardi.



La legge di Bilancio Lega-M5s: solo il ritocco della Fornero pare immediatamente sostenibile.






Roma - Le previsioni iniziali trovano conferma: la legge di Bilancio del futuro governo M5s-Lega costerà oltre 90 miliardi di euro.







Agli oltre 25 miliardi già sul tavolo (12,4 miliardi di clausole di salvaguardia sull'Iva, una decina di correzione del deficit e circa 5 di spese indifferibili tra cui i rinnovi contrattuali della pa) occorrerà, infatti, sommare un'altra sessantina di miliardi.
La spesa maggiormente sostenibile è il superamento della legge Fornero con l'introduzione di un sistema a quote (età anagrafica più anni di contribuzione) per lasciare il lavoro. L'asticella che sarà fissata per l'età pensionabile (che quanto meno dovrebbe calare a 65 anni) determinerà comunque una maggiore spesa non inferiore a 5 miliardi di euro annui. Il reddito di cittadinanza, secondo i calcoli grillini, costa 17 miliardi di euro all'anno. Infine, l'ossimoro della flat tax con due aliquote (al 15% fino a 80mila euro di reddito e al 20% sopra gli 80mila euro) il cui costo è stato stimato dal senatore e cervello economico della Lega, Armando Siri, in 50 miliardi di euro.
Secondo il senatore del Carroccio, nel 2019 circa 35 miliardi arriveranno dalla «pace fiscale» (cioè una supermaxirottamazione delle cartelle esattoriali da cui nel 2020 dovrebbero poi arrivare altri 25 miliardi) e 15 miliardi dalla cancellazioni di agevolazioni e sconti nonché da spendng review e dismissioni di asset immobiliari. Resterebbero una deduzione per ogni componente della famiglia fino a 35mila euro di reddito, una per i familiari a carico tra 35 e 50mila euro, il bonus da 80 euro di Renzi e poi nulla più. «I redditi fino a 8mila euro resteranno esentasse», ha dichiarato Siri alludendo, però, la possibilità per i contribuenti con redditi fino a 20mila euro di optare anche per il vecchio sistema se il nuovo risultasse penalizzante.
Vale la pena, tuttavia, ricordare che le tax expenditures (o spese fiscali) sono 466 circa e costano allo stato 54 miliardi di euro l'anno. Si tratta di crediti di imposta, cedolari secche e sgravi su tributi locali. In base alle statistiche fiscali, le più ricorrenti sono la deduzione delle rendite catastali delle unità immobiliari adibite a prima casa (3,7 miliardi per 26,1 milioni di beneficiari con costo pro capite di 141 euro) e le detrazioni per le spese sanitarie (3 miliardi per 18 milioni di persone ed effetti pro capite di 180 euro). Toccare le detrazioni per carichi di famiglia e lavoro dipendente è tutta un'altra storia.
«Senza una no tax area consistente per tutti coloro che hanno reddito fino a 20.000 euro la flat tax al 15% aumenterebbe le tasse invece che diminuirle», ha commentato Renato Brunetta di Forza Italia sottolineando che «proprio per questa evidenza tecnica Fi aveva previsto una no tax area a 12mila euro bilanciata da una aliquota più alta al 23%, mentre la Lega preferisce mettere in campo un astruso meccanismo di salvaguardia». Secondo Brunetta, la previsione di recuperare addirittura 35 miliardi dalla rottamazione di cartelle «non sta né in cielo né in terra» perché «molte sono già state rottamate». «È l'ora della precisione», conclude.-

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