venerdì 18 maggio 2018

Mondo di mezzo: 

confisca beni per milioni 

a Carminati e Buzzi.

 

Per il tribunale presieduto da Guglielmo Muntoni siamo in presenza di soggetti "pericolosi socialmente e la loro pericolosità, ritenuta di rilevante spessore, ancora oggi ha i caratteri dell'attualità".

 

 

Il tribunale per le misure di prevenzione di Roma ha proceduto alla confisca di beni (fino ad ora sotto sequestro) per decine di milioni di euro nell'ambito del procedimento sul Mondo di mezzo. I giudici, così come sollecitato dalla procura nel febbraio scorso, hanno confiscato, tra l'altro, opere d'arte, conti correnti, libretti di deposito, immobili, quote societarie, auto e motoveicoli, fabbricati, terreni, magazzini e depositi.
Per il tribunale presieduto da Guglielmo Muntoni siamo in presenza di soggetti "pericolosi socialmente e la loro pericolosità, ritenuta di rilevante spessore, ancora oggi ha i caratteri dell'attualità". Il provvedimento, affidato agli uomini del Gico della Guardia di Finanza per la sua esecuzione, è stato emesso nei confronti degli imputati eccellenti del processo (attualmente al secondo grado di giudizio) come Massimo Carminati, il suo braccio destro Riccardo Brugia, il 'ras' delle cooperative Salvatore Buzzi, gli imprenditori Cristiano Guarnera, Agostino Gaglianone, Giuseppe Ietto e nei confronti di Roberto lacopo, Fabio Gaudenzi e Giovanni De Carlo. I giudici hanno anche disposto la misura della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno a Roma per 3 anni, per Lacopo, Guarnera, De Carlo, Gaglianone e Gaudenzi, da applicarsi una volta espiata la pena definitiva. Nei confronti di Carminati, Buzzi e Brugia l'applicazione della sorveglianza speciale sarà valutata all'esito della sentenza d'appello attesa per il prossimo mese di settembre. (ANSA)

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