mercoledì 16 maggio 2018

Lo spread impenna a 140 

punti. La politica italiana 

fa tremare i mercati.

 
 


Maglia nera per Milano che apre a -0.5 punti con il differenziale tra il Btp e il Bund, meglio conosciuto come l’odiata spread, che subisce una brusca impennata, superando i 140 punti, col tasso sul decennale al 2,03%. La contrazione della borsa italiana, in controtendenza rispetto alle altre europee che aprono la seduta in rialzo, è dovuta senza dubbio all’instabilità politica italiana. Un situazione precaria nata dalle malcelate paure dell’Unione Europa sul futuro del nostro Paese che rischiano di gettare l’economia italiana in un pantano dal quale è difficile prevedere tempi e modi di risalita. Lo spettro delle tensioni della Commissione europea sul futuro dei rapporti con una possibile Italia a guida Carroccio, oggi ha reso Piazza Affari più vulnerabile, esposta alle distanze politiche tra Bruxelles e Roma. In particolare, a far storcere il naso ai vertici europei l’ipotetica previsione nel contratto di Governo di procedure tecniche specifiche per l’uscita dall’euro, l’impegno di chiedere alla Bce la cancellazione di titoli di Stato per 250 miliardi di euro che Francoforte avrà fino alla fine del QE, e l’istituzione di un Comitato di Riconciliazione che entri in azione in caso di divisioni all’interno del Consiglio dei ministri. Tuttavia, al momento è controproducente lasciarsi andare agli isterismi, si tratta di segnali non apocalittici il cui allarme potrebbe rientrare una volta siglato l’accordo tra Lega e M5S. Del resto, mantenere un atteggiamento positivo e stringere sulla costituzione di un nuovo Esecutivo è l’unica strada per allontanare le speculazioni finanziarie.-

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