Hanno chiamato il Quirinale nel tardo pomeriggio: Matteo Salvini e Luigi Di Maio non hanno bisogno di altro tempo e sono pronti a riferire su tutto. Se sia solo il programma del primo governo sostenuto dalla Lega e dal Movimento 5 stelle o anche il nome del presidente del consiglio non è al momento dato sapere. Si scoprirà probabilmente lunedì, quando saliranno al Colle accompagnati dai rispettivi capigruppo per un nuovo giro di consultazioni con Sergio Mattarella. I retroscena, infatti, suggeriscono he il capo politico del M5S e il segretario del Carroccio si incontreranno nuovamente in mattinata prima di recarsi al Quirinale.
Di sicuro c’è solo che a dare una netta accelerata alle trattative per formare un nuovo esecutivo è stato il secondo giorno del vertice milanese tra le due forze politiche. Anche perché si è trattato di una giornata con un doppio summit: uno al Pirellone tra le delegazioni leghiste e pentastellate che hanno studiato il contratto di governo. E un altro tra i due leader che si sono visti nello studio di un commercialista nel centro di Milano per trovare l’accordo sul nome del premier.
La telefonata al Colle: “Pronti a riferire” –

L’accordo sul programma, da quello che dicono esponenti di entrambi i partiti, è praticamente raggiunto. “Mancano i punti e le virgole“, dice il leghista Gian Marco Centinaio. “Non ci sono temi dove non c’è accordo”, conferma la pentastellata Laura Castelli. A mancare è solo la cosa più importante: il nome del premier. “Su quello decidono Di Maio e Salvini”, dicevano i leghisti. “Manca l’ok definitivo, serviranno 24 o 48 ore”, spiegavano invece fonti del M5 stelle alle agenzie. Al Quirinale, però, non era arrivata alcuna richiesta di proroga e Mattarella attendeva notizie dai due leader entro oggi. Una risposta è arrivata poco prima delle 20. “Mattarella verrà chiamato entro stasera, diremo a lui. Un nome o una rosa di nomi? Non è che portiamo una squadra di calcio”, spiegava il segretario del Carroccio, alla fine dell’incontro con Di Maio. “A momenti chiamiamo il Quirinale e gli diamo tutte le informazioni. Sarà un politico, mai tecnico. È stata una giornata molto produttiva”, diceva il leader pentastellato. Poco dopo fonti del M5s hanno confermato che il loro capo politico aveva appena chiamato al Colle dicendosi pronto a riferire.

“Contratto?Non ci sono punti dove non c’è accordo” –

Una telefonata arrivata alla fine di una giornata cominciata alle 11 e 30 al Pirellone. Nella sede della regione Lombardia le delegazioni dei due partiti hanno lavorato fino alle 18 per produrre la bozza definitiva del contratto di governo.  “Mancano i punti e le virgole ma non abbiamo ancora chiuso sul contratto di governo. L’accordo vediamo di trovarlo e vediamo se Di Maio e Salvini riescono a chiudere su tutto”, ha detto il capogruppo della Lega al Senato Centinaio alla fine dell’incontro, annunciando una nuova riunione tecnica a Roma per lunedì alle 14 e 30 nei locali del gruppo del Carroccio alla Camera. “Non ci sono punti dove non c’è accordo, ci sono temi su cui si discute che interessano i cittadini. Oggi abbiamo parlato di lavoro, superamento della Fornero, della misura quota 100 per le pensioni, delle categorie professionali usuranti, abbiamo fissato dei punti. Il redditto di cittadinanza? Ci sarà per intero e non sarà a tempo”, ha confermato la senatrice pentastellata Castelli. Al tavolo sedevano anche Alfonso Bonafede, Vincenzo Spadafora, Rocco Casalino per il M5s,  Claudio Borghi, Roberto Calderoli, Armando Siri, Nicola Molteni e Giancarlo Giorgetti per la Lega. Oltre ovviamente ai due leader.