domenica 13 maggio 2018

Cosa farà Berlusconi,

cosa non faranno

Salvini e Di Maio.



Il Cavaliere riabilitato torna eleggibile: così cambia lo scenario politico. Tra Lega e 5 Stelle accordo sui temi ma non sulle soluzioni.





Bentornato presidente Berlusconi. Per la verità il Cavaliere non se ne era mai andato dal palcoscenico della politica ma da ieri, per decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano, ha riacquistato anche il diritto a candidarsi che aveva perso cinque anni fa per effetto della legge Severino, quella sui politici condannati in via definitiva.








Una riabilitazione piena quindi, per «buona condotta», che chiude una delle pagine più buie della democrazia italiana. Si potrebbe discutere a lungo su come mai la sentenza sia arrivata poco dopo e non poco prima delle ultime, recenti, elezioni politiche. Si potrebbe, ma sarebbe inutile perché ormai è andata così e indietro non si torna.
Questa decisione non cambia solo il destino personale di Silvio Berlusconi ma rimette un po' di ordine nel caos della politica italiana da anni senza pace e ora pure dal futuro molto incerto. Ovvio che Berlusconi non ha bisogno di una poltrona per essere Berlusconi (vedremo se e in che modo vorrà riprendersela) ma è altrettanto vero che il suo elettorato si è sentito orfano del capo e forse anche per questo al momento del voto, in parte, ha guardato altrove. Soprattutto l'ultima tornata elettorale è stata una partita impari, con tutti i leader schierati e candidati meno lui. Un vuoto che probabilmente ha avvantaggiato Matteo Salvini, al di là dei suoi meriti oggettivi, nella scalata alla guida del centrodestra perché Forza Italia - nulla da togliere al valore della sua classe dirigente - senza Berlusconi è un po' come il Real Madrid senza Ronaldo, il Barcellona senza Messi (il forte calo del partito alla prima prova senza capitano in campo non è certo una coincidenza).
Adesso Matteo Salvini non deve sbagliare mossa. Se fino a ieri l'altro poteva non temere le urne perché di fatto senza rivali nel serbatoio di voti del centrodestra, da ieri questa certezza di ripetere l'exploit è meno granitica perché con Berlusconi su piazza nelle urne tutto è possibile. Ma se per questo calcolo il leader della Lega dovesse rifugiarsi ancora di più tra le braccia di Di Maio commetterebbe un errore madornale. Il suo salvagente sono gli elettori del centrodestra, anche quelli del ritrovato Berlusconi, non certo quelli dei Cinque stelle per i quali lui e il Cavaliere pari sono.-

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