venerdì 29 dicembre 2017



Treni. Federconsumatori 

Sicilia: “Segreti e aumenti 

immotivati nel nuovo 

Contratto di Servizio”.


“Ci auguriamo che la Giunta Regionale voglia prendere in considerazione le nostre osservazioni prima di procedere alla firma di un Contratto di Servizio che sarebbe valido fino al 2026. L’assessore Falcone, nella riunione dello scorso 19 dicembre, ci è sembrato molto disponibile e collaborativo, speriamo adesso che voglia raddrizzare alcune storture di questo Contratto prima di portarlo in Giunta”.

Sono parole pronunciate da Alfio La Rosa, presidente di Federconsumatori Sicilia, le quali aprono tanti interrogativi sul nuovo Contratto di Servizio che la Regione dovrà firmare con Trenitalia per disciplinare le condizioni del trasporto pubblico ferroviario sull’isola.



Sono troppi i punti oscuri del nuovo contratto ai quali il neo assessore Falcone dovrà fare attenzione per il bene della Sicilia. La firma del Contratto pare essere vicina, dopo che si è proceduti per tutto il 2017 in regime di proroga per volontà dell’ex Giunta regionale, che ha preferito lasciare questa gatta da pelare alla nuova Giunta Musumeci, la quale ha impresso un’accelerata all’iter. Infatti, lo scorso 19 dicembre si è tenuta una riunione tra l’assessore ai Trasporti, Marco Falcone, Trenitalia e le Associazioni di tutela dei consumatori e dei pendolari per fare insieme il punto della situazione prima di firmare l’accordo decennale. Federconsumatori Sicilia, tuttavia, avverte dell’esistenza di alcune clausole che meritano una più approfondita valutazione, inviando mercoledì 27 dicembre 2017, le proprie osservazioni sulla bozza del Contratto di servizio.

Innanzitutto, la Federazione sottolinea un atteggiamento ostativo da parte di Trenitalia, che ha permesso alle associazioni di prendere visione del testo del nuovo Contratto solo il 22 dicembre, tra l’altro in maniera incompleta, infatti, Trenitalia ha chiesto e ottenuto che alcuni allegati (in particolare il Piano Economico) venissero secretati. Per quanto riguarda l’aumento del costo complessivo del Servizio svolto da Trenitalia nella Regione Siciliana, fissato al 3,5% annuo (che si tradurrà in un equivalente aumento del costo del biglietto pagato dagli utenti), Federconsumatori ritiene tale aumento troppo oneroso ed inaccettabile poiché non è agganciato ad un reale raggiungimento degli standard qualitativi e quantitativi prefissati. Secondo la Delibera 49/2015 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, infatti, ogni aumento dei biglietti deve essere fissato con il meccanismo del “Price Cap”: è previsto un limite di prezzo massimo applicabile al servizio, collegato alla qualità e quantità del servizio e il prezzo può aumentare solo se aumenta effettivamente la qualità e la quantità del servizio.

L’aumento previsto dal CdS che va alla firma nei prossimi giorni, invece, non è legato al raggiungimento di alcun obiettivo effettivo e verificabile. Federconsumatori Sicilia chiede, inoltre, la partecipazione attiva delle Associazioni degli utenti e dei consumatori e dei Comitati dei pendolari alla redazione della Carta dei Servizi recante gli standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate. Tale partecipazione è prevista dalla Legge 244/2007. Per quanto riguarda le somme stanziate dal CdS per coprire le spese del sistema di monitoraggio permanente della qualità e quantità dei servizi, che nella bozza ammontano ad appena 12.000 euro a carico di Trenitalia, Federconsumatori chiede che tale cifra sia elevata ad almeno 36.000 euro.

L’associazione chiede, inoltre, l’istituzione di un Tavolo Permanente di confronto tra la Regione e le Associazioni Consumatori ed i Comitati dei pendolari. Tale Tavolo Permanente si dovrebbe occupare anche di predisporre un piano operativo di miglioramento dell’accessibilità ai servizi ferroviari per le persone con disabilità o a mobilità ridotta e del programma degli investimenti insieme alla verifica dei meccanismi incentivanti (premi e penali) di efficienza, ricavi, redditività e numero di passeggeri trasportati. Secondo Federconsumatori Sicilia, poi, il valore complessivo massimo delle penalità stabilito nella bozza del Contratto nel caso in cui Trenitalia non riesca garantire gli standard di qualità e quantità previsti dal CdS appare molto modesto: 1% del valore del Contratto per il 2017 che salirebbe al 2% dal 2022 fino al 2026.

Una penalità del 4% sembra molto più efficace. Infine, Federconsumatori ritiene inaccettabile che gli eventuali premi economici previsti da questa bozza di Contratto dipendano esclusivamente dagli indici di soddisfazione degli utenti, che verranno rilevati tramite una società esterna certificata scelta con procedure di gara dalla stessa Trenitalia. L’appaltatore riceverebbe una premialità sulla scorta di indagini che esso stesso ha commissionato.-

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