martedì 1 agosto 2017

Spari contro l'accoltellatore

Gli agenti rischiano

l'indagine.


Il pm torchia i carabinieri. Due giorni fa fermarono a Siena l'ivoriano che ferì l'autista. Il Sap: basta, intervenga il Csm.


Potrebbero essere indagati i due carabinieri che, lo scorso 29 luglio, hanno sparato alle gambe dell'ivoriano di 19 anni che a Monteriggioni, in provincia di Siena, ha accoltellato l'autista di un autobus dopo che era scoppiata una lite.




Dalle 21 a notte inoltrata i due militari sono stati sentiti dal magistrato di turno e, da quanto si apprende, non sono stati trattati molto bene sia dal giudice che dai loro superiori.
In ambienti vicini all'Arma si spiega che i due hanno preso un periodo di ferie e il loro telefono è staccato. Sarebbe stato vietato loro di parlare, soprattutto con la stampa. Insomma, se di contro i due poliziotti che uccisero l'attentatore di Berlino, Anis Amri, hanno ricevuto un encomio, forse per dare un segnale a livello internazionale, quando si tratta di extracomunitari che aggrediscono cittadini o rappresentanti delle forze dell'ordine, anche laddove il loro operato serva a salvare vite, il discorso cambia.
Gli episodi simili e umiliazioni a carico dei tutori della legge sono numerosi. Tra i più noti quello del poliziotto accoltellato a Milano lo scorso 17 luglio. L'aggressore è un 31enne della Guinea, Saidou Mamoud Diallo che aveva manifestato la volontà di «morire per Allah». È stato scarcerato il giorno successivo ai fatti, nonostante fosse già stato colpito da un provvedimento di espulsione. A luglio scorso a Piacenza una volante è stata inviata per sedare una lite in famiglia. Il marocchino 35enne che stava picchiando la moglie, ubriaco, si è scaraventato addosso a uno dei quattro agenti, rompendogli un polso e lussandogli entrambe le spalle. Il poliziotto, a cui sono stati dati 50 giorni di prognosi, è stato visitato in ospedale dopo ore, mentre l'extracomunitario ha ricevuto le cure molto prima di lui. Arrestato, è stato processato per direttissima e rilasciato dopo poche ore. Che dire dell'agente della Polstrada sospeso perché si sarebbe lasciato andare a commenti, anche nei riguardi della presidente della Camera, Laura Boldrini, mentre scortavano un extracomunitario al quale ha salvato la vita, sorpreso in autostrada nel tratto Torino-Bardonecchia?
In seguito al nuovo episodio Gianni Tonelli, segretario generale del Sap (sindacato autonomo di Polizia) punta il dito contro la magistratura e annuncia che scriverà al Csm. «Ho deciso di interpellare l'organo di autogoverno dei togati - spiega - perché la situazione con cui ogni giorno i miei colleghi su strada si misurano è surreale. L'utilizzo dello strumento penale per indagare poliziotti e carabinieri è abnorme, anche perché ciò ha infinite ripercussioni negative sull'efficacia del servizio a tutela della brava gente e della comunità». Il sindacalista si chiede: «Forse ogni volta che una persona muore in ospedale, dove è fisiologico che possa accadere, si apre un fascicolo per omicidio? Forse, ogni volta che una persona condannata in primo grado viene poi assolta con formula piena in secondo grado e in Cassazione, vengono processati poi i pubblici ministeri o i giudici che hanno ipotizzato una sua responsabilità? Tutti questi soggetti - prosegue - sviluppano un'importante funzione di carattere pubblico per cui, se non vi è un concreto humus di responsabilità, è assolutamente irresponsabile aprire a loro carico dei procedimenti penali perché significherebbe inibire la funzione di interesse pubblico che è una delle risorse della società. Situazione che il Csm deve analizzare perché a farne le spese è tutto il Paese». -

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