La soluzione era stata ventilata già nel primo incontro tra Comune, Regione Lazio e municipalizzata, come anticipato da ilfattoquotidiano.it. Di fatto, si tratta di un “emendamento sospensivo” dell’ordinanza emessa dal governatore Nicola Zingaretti lo scorso venerdì per preservare le condizioni dell’invaso di origine vulcanica. “Mi è stato comunicato pochi minuti fa dal presidente della Regione Lazio che a breve dovrebbe esserci un provvedimento modificativo” della sospensione della fornitura di acqua dal lago di Bracciano verso Roma, ha detto il presidente di Acea, Luca Alfredo Lanzalone, aggiungendo che il provvedimento “ragionevolmente dovrebbe scongiurare la necessità di turnazione dell’acqua.
“Insieme al presidente Zingaretti che ringrazio, abbiamo scongiurato un disagio per centinaia di migliaia di cittadini romani e soprattutto abbiamo scongiurato che Roma facesse una pessima figura internazionale“, ha detto Galletti. “E’ chiaro che questo che stiamo prendendo è un provvedimento tampone – ha aggiunto il titolare del ministero dell’Ambiente – qui bisogna che il Comune di Roma ed Acea facciano il loro mestiere, che è quello di fare la manutenzione delle reti e le nuove infrastrutture”.
Ma il clima continua a essere incandescente tra le parti in causa. Dopo il provvedimento, il governatore del Lazio è ha attaccato la sindaca Virginia Raggi: “Ho letto le sue dichiarazioni e anche in questa occasione ha confermato di essere troppo abituata a scaricare le responsabilità sugli altri e non assumersi le proprie. Attenzione, se si continua così Roma rischia di morire”. L’inquilina del Campidoglio, che oggi aveva chiesto al governo di dichiarare lo stato di emergenza, ha risposto tramite Facebook difendendo l’operato della municipalizzata: “Ha fatto la sua parte: si è immediatamente adeguata alle richieste di intervenire prioritariamente sulle reti, su oltre 5 mila chilometri ne sono andati già in riparazione 2.500/3.000 chilometri, hanno riparato e sostituito completamente già oltre 50 chilometri di tubature. Stanno riparando tutto con una velocità mai vista prima, intervenendo su cose mai state fatte”.
“La situazione al Lago di Bracciano è a rischio da anni ma Zingaretti fino ad ora ha fatto finta di non vedere le criticità. Stiamo aspettando da ben tre anni che il Presidente della Regione crei i nuovi ambiti di bacino idrografico: non sappiamo cosa aspetti visto che il suo mandato è ormai agli sgoccioli”, così la deputata romana del MoVimento 5 Stelle Federica Daga. “Il Pd, che è alla guida della Regione e del governo, negli anni in cui ha governato Roma ha usato Acea per piazzare uomini di fiducia che hanno massimizzato i profitti senza fare investimenti per le ristrutturazioni delle reti colabrodo – conclude Daga – Sono loro ad averci portati sull’orlo di una crisi idrica senza precedenti e adesso hanno anche la faccia tosta di cercare di smarcarsi. -