martedì 11 luglio 2017

Scontro Renzi-Ue su deficit

e migranti. L'ex premier:

film già visto, vinceremo

la partita.

Dijsselbloem:

'Paesi non decidono deficit da soli'.




Il leader del Pd prepara la battaglia del voto e presenta la sua proposta di rottamazione del fiscal compact: 'Buttiamo giù il debito ma torniamo a Maastricht e a un deficit del 3% - dice-. Rottamiamo il Fiscal Compact e tiriamo giù le tasse a famiglie con figli, ad artigiani e piccoli imprenditori, e a chi non ce la fa'.
Ma l'idea non convince. Il ministro dell'Economia, Piercarlo Padoan, la liquida così: 'Un tema per la prossima legislatura'. E anche il ministro per lo Sviluppo, Carlo Calenda, avverte in un'intervista al Corsera: "Aumentare il deficit è un rischio da prendere solo se si spinge su investimenti, privatizzazioni e riforme". Poi, a margine di un convegno sull'energia, spiega ulteriormente: "Le proposte" su una revisione del fiscal compact "mi convincono se sono articolate come un piano industriale concreto che puntando su pochi fattori di crescita del Paese, sia in grado di accelerare il processo oggi in atto, cioè agganciare la domanda internazionale".  "Per noi - aggiunge Calenda - questo significano beni ma anche turismo secondo un percorso che ha fatto anche la Germania portandola a una crescita di lungo periodo".
Bocciatura dal presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem: "Stare al 2,9% (del deficit per cinque anni, ndr) sarebbe fuori dalle regole di bilancio, non è una decisione che un Paese può prendere da solo, in questa unione monetaria ci si sta insieme.  Sono sempre aperto a rendere le regole più efficienti, efficaci, ma non possiamo unilateralmente dire che le regole non sono per me quest'anno e per i prossimi cinque", ha aggiunto.
Interviene anche il commissario agli affari economici Pierre Mosovici: "Ci serve un'Italia al centro della zona euro, che rispetta le regole che sono intelligenti e che sono applicate in maniera intelligente e flessibile nel suo caso". Mocovici ha spiegato che "l'Italia è veramente il Paese che non può lamentarsi delle osservazioni della Commissione, essendo il solo Paese che ha beneficiato di tutta la flessibilità del Patto: investimenti, riforme, terremoti".
Replica il segretario Pd: "Ho grande rispetto per i commissari europei che siano o meno d'accordo" con 'back to Maastricht', ma "quando arriveremo a discutere di questa soluzione in Europa non potranno che dire di sì". "Ma è possibile che l'Europa ci dica cosa fare e poi non è in grado di mantenere gli impegni per la relocation? Ho grande rispetto, ma inizino anche loro a far rispettare agli Stati membri i propri impegni" sui migranti, aggiunge.
La Lega conferma il suo giudizio negativo nei confronti del Fiscal Compact, ma attacca: "E' surreale che oggi Renzi venga a dire che bisogna abolire il Fiscal compact. Un'offesa verso i cittadini visto che questo trattato fu votato da tutti tranne che dalla Lega", dichiarano i capigruppo di Camera e Senato Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga. "Ora - aggiunge - il Pd cambia idea e segue quello che noi diciamo da anni, così come sta avvenendo anche per la questione dell'immigrazione. Gli italiani non possono essere presi in giro. Renzi chieda scusa perché le misure votate dal Pd hanno prodotto solamente danni e stanno affossando il Paese. Ora non vengano a raccontare balle. Sono loro gli artefici di questo disastro. Chiedano scusa e si facciano da parte". (ANSA)

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