Per la verità, proprio la giornata di ieri aveva chiarito l’esatto opposto: alle prossime politiche appare improbabile che il Partito democratico guidi una coalizione di centrosinistra alleandosi con Mdp di Pierluigi Bersani e Massimo D’Alema e Insieme di Giuliano Pisapia. Gli unici a crederci ancora sembrano essere l’ex sindaco di Milano – organizzatore della manifestazione di piazza Santi Apostoli – e sul fronte renziano il ministro Maurizio Martina, mentre appaiono nette le chiusure di D’Alema e Bersani (“Andremo alle elezioni ognuno con la sua piattaforma“) e  ovviamente dell’ex premier (“Chi immagina il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia”).
Il ministro della giustizia, però, predica ottimismo. E guarda il bicchiere mezzo pieno, cioè proprio Martina e Pisapia. “Non vedo contrapposizione tra le parole d’ordine delle due manifestazioni di Roma e Milano. Se guardiamo ai contenuti, penso alle parole di Martina che riprendono il filo di quelle di Pisapia, credo ci siano le condizioni per ricomporre il centrosinistra. A patto di mettere da parte e superare i personalismi“, dice Orlando. E l’opinione di Bersani che invece non reputa in grado il Pd di guidare il centrosinistra? “Ho riscontrato toni parzialmente diversi tra Pisapia e Bersani. Non mi aspetto che due soggetti che partono verso una ricucitura abbiano già all’inizio un’armonia, altrimenti non ci sarebbe lavoro da fare. Penso ci sia molto da fare, ma dove il centrosinistra si è diviso è stato sconfitto. Questa è una buonissima ragione per tutti per darsi da fare per ricostruire l’unità del centrosinistra”, dice il numero uno di via Arenula, consapevole che l’ostacolo principale per il suo progetto è la legge proporzionale con la quale si andrà con tutta probabilità alle prossime elezioni. “Se non si modifica il Consultellum- aggiunge infatti il Guardasigilli – vedo il rischio di un’alleanza Pd-Fi. Dobbiamo fare di tutto per scongiurare questo scenario. Alla direzione di luglio ci faremo sentire, non ci rassegneremo all’idea del proporzionale e spingeremo per costruire la coalizione partendo da una legge elettorale con premio di coalizione. È un passaggio inevitabile se vogliamo ricomporre il popolo”.
E in questo senso il ministro ha dedicato una battuta a Romano Prodi.  “Il contributo di Prodi è sempre assolutamente importante e mi auguro che non venga meno in questa fase. Spero che non ci siano tende che si spostano… Prodi, non solo può fare il Vinavil, ma può dare anche una mano sui contenuti”, ha detto il ministro riferendosi a quanto dichiarato qualche giorno fa dal professore. “Leggo che il segretario del Partito democratico mi invita a spostare un po’ più lontano la tenda. Lo farò senza difficoltà: la mia tenda è molto leggera”, aveva detto minacciando in pratica di lasciare il Pd. -