lunedì 10 luglio 2017

Pd contro la spiaggia

"fascista": "Togliere

subito la concessione".

Polemica per lo stabilimento di Chioggia che inneggia al Ventennio. Il Pd chiama in causa Minniti: "Servono provvedimenti urgenti". E ne chiedono la chiusura.

La sinistra è pronta a far chiudere lo stabilimento Punta Canna di Chioggia.


L'hanno già ribatezzata "la spiaggia fascista". E sono pronti a tutto pur di togliere a Gianni Scarpa, 64enne di Mirano, la concessione. "La spiaggia fascista di Chioggia va chiusa e la concessione demaniale revocata, ponendo fine a questa autentica vergogna", ha tuonato il deputato Antonio Misiani che nei prossimi giorni presenterà una interrogazione parlamentare al ministro degli Interni Marco Minniti per "sollecitare provvedimenti urgenti".
Francesco Storace, presidente del Movimento Nazionale, se la ride. E prende in giro il Pd e la sinistra che in queste ore si stanno armando contro lo stabilimento Punta Canna. "Gli antifa, frustrati più che mai, non hanno 'gnente da fà - commenta Storace - non hanno capito, Sala, Repubblica, Boldrinova, che di loro ce ne freghiamo abbastanza. Hanno scoperto una spiaggia a Chioggia. Non sopportano che rendiamo onore ai nostri Caduti". A far infuriare la sinistra sono i cartelli esposti da Scarpa all'interno dello stabilimento. "Zona antidemocratica e a regime - si legge - non rompete i c...". A far scoppiare la poemica è stato un articolo di Repubblica. "Regole: ordine, pulizia, disciplina, severità - scrive il 64enne di Mirano - difendere la proprietà sparando a vista ad altezza d'uomo, se non ti piace me ne frego!". E ancora: ."Servizio solo per i clienti... altrimenti manganello sui denti". E poi frasi di Ezra Pound, braccia al cielo e inni fascisti.
"Qui valgono le mie regole", spiega Scarpa raccontando che, in passato, le regole prevedevano il divieto di ingresso ai "bambini e ai buzzurri". Negli ultimi tempi ha deciso di aprire il lido ai bimbi. Tutta la spiaggia è costellata da scritte e immagini del Ventennio, compresa la foto di un bambino che dice: "Nonno Benito, per un'Italia onesta e pulita torna in vita". "Questa vicenda è di una gravità inaudita", tuona il piddì Misiani. Che poi attacca: "L'apologia di fascismo è un reato punito dalla legge. Che questo reato venga sistematicamente commesso su un terreno demaniale è un fatto incredibile ed è sconcertante che tutto questo sia stato tollerato per così tanto tempo, come se la propaganda e la simbologia nazifascista fosse una questione folkloristica". Walter Verini fa eco parlando di "storia incredibile e vergognosa". Questa mattina, come rivela Repubblica, sono già arrivati gli agenti della Digos e della polizia scientifica, inviati dal questore di Venezia, Vito Danilo Gagliardi. -

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