lunedì 10 luglio 2017

Palermo, distrutta statua di

Giovanni Falcone: testa

staccata e busto spezzato.

di | 10 luglio 2017 
Pubblicato da www.ilfattoquotidiano.it

         
                                       

Cronaca

E' accaduto in via Pensabene, nel quartiere Zen di Palermo. "Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria", ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

A pochi giorni dall’anniversario della strage di via d’Amelio avvenuta il 19 luglio 1992, è stata distrutta la statua di Giovanni Falcone che si trova davanti alla scuola Giovanni Falcone di via Pensabene, nel quartiere Zen di Palermo. Alla statua è stata staccata la testa e un pezzo del busto usati poi come ariete per sfondare una vetrata di ingresso della scuola. Sulla vicenda è stata aperta una indagine. “Oltraggiare la memoria di Falcone è una misera esibizione di vigliaccheria“, ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Parla di matrice mafiosa dell’atto vandalico, invece, Rosy Bindi. “A 25 anni della strage di Capaci questo scempio ci ricorda che a Palermo la mafia c’è e si sente ancora forte. A questa esibizione di mafiosità occorre reagire e non permettere che l’indifferenza calpesti la memoria del sacrificio del giudice Falcone. La città faccia sentire la sua ribellione e la sua vicinanza ai martiri della lotta alla mafia”, dice la presidente della Commissione Antimafia.

“Sono accanto agli studenti e ai cittadini del quartiere che credono e si battono nel nome di Giovanni Falcone e che fino allo scorso 23 maggio hanno portato la loro rappresentanza in piazza Magione a onorare il nome di Giovanni e Paolo. Non ci arrenderemo mai e la statua risorgerà più bella di prima ma chiedo alla autorità di pubblica sicurezza di garantire per il futuro un presidio adeguato a un monumento simbolo della nostra città”, dice invece Maria Falcone, sorella del giudice ucciso nella strage di Capaci.

Negli ultimi anni la scuola è stata più volta obiettivo di danneggiamenti. Dal 2010 ad oggi sono stati 40 gli attentati subiti tra furti, incendi e devastazioni: quasi un record. Nel 2012, dopo l’incursione negli uffici della segreteria l’ex presidente Domenico Di Fatta aveva gettato la spugna. “Comincio a chiedermi che senso abbia tenere ancora aperto questo istituto”, aveva detto il dirigente.

Nel 2010 era accaduto un fatto analogo, ma lontano dall’istituto: la mattina del 17 luglio 2010 una pattuglia di carabinieri aveva scoperto che le statue in gesso dei due giudici, posizionate 24 ore prima nel centro della città, in via Libertà, nei pressi del teatro Politeama, erano state danneggiate. E a poche ore dal ritrovamento, in varie parti della città erano stati strappati manifesti e locandine che pubblicizzavano la tradizionale fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino.

Quest’anno ricorrono i 25 anni dalle stragi in cui persero la vita i due magistrati simbolo della lotta a Cosa nostra: il 23 maggio ricorreva l’anniversario della strage di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. -

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