venerdì 7 luglio 2017

Operazione Beta, il profilo

di Vincenzo Romeo.


«Parla bene, educato, laureato pure… Il suo sogno è quello ad un certo punto di vendere tutto ed andarsene via con la famiglia». Viene descritto così Vincenzo Romeo, nipote del bosso catanese Nitto Santapaola, da Stefano Barbera, uno dei suoi uomini più fidati. Per la Procura sarebbe lui a gestire gli affari della famiglia Santapaola nella città dello Stretto. Avrebbe portato Cosa Nostra a un livello di modernità nuovo per Messina. Il gip Salvatore Mastroeni parla di Mafia 2.0.


«Una mafia pulita, ricchissima e impunita, posta nel salotto bene della città – la descrive il gip -. I mezzi non sono più le armi, che pur ancora ci sono. Ma sono imprese, professionisti, soldi, sistemi paralegali per aggirare la legalità. Sono corruzione e una disponibilità generale ad avere strumenti e leve per appalti. Per la gestione del moderno e lucroso affare del gioco e delle scommesse. Per mantenere anche vecchie tradizioni locali, come le corse di cavalli». 


Romeo si è costruito nel tempo al sua credibilità.e adesso «basta il nome» e  i criminali fanno un passo indietro e i colletti bianchi si mettono a disposizione. Un nome che trae forza in quella famiglia di cui in alcuni casi Vincenzo Romeo sente quasi il peso. Figlio di Concetta Santapaola, sorella dello storico capomafia catanese Nitto, e di Francesco Ciccio Romeo, condannato per mafia. Ma sono radici che gli pesano. Non sopporta che venga sempre abbinato il suo nome allo zio. “ho dei bambini piccoli… ogni volta”, dice, “il figlio di qua, il figlio di là, a me mi pesa questa cosa”».

Ecco perché Vincenzo Romeo sogna di fare il salto di qualità e  entrare a pieno titolo nel «mondo di sopra». E lo fa concretamente, circondandosi di contatti utili tra professionisti, forze dell’ordine, dirigenti comunali, colletti bianchi. È il nuovo sistema, in cui non si spara più, che sempre Barbera lucidamente analizza, senza sapere di essere intercettato. «Vogliono la pace e cercano sempre di fare affari agevolando aziende anche del Nord che vengono qua – dice dei Romeo -, hanno fatto arrivare Eurospin… Fanno, costruiscono, sistemano, cercano di fare attività, hanno eliminato del tutto il pizzo… il primo che chiede il pizzo lo ammazzano loro, perché, dice, “ci stiamo rovinando da soli”, addio pizzo. Sarà qualche clan a Palermo, ma qua non esiste più. Se chiamiamo pizzo il regalo su un appalto, chiamiamolo come vogliamo ma è esistito sempre». Un atteggiamento che fa diventare Romeo punto di riferimento anche per singoli esponenti delle forze dell’ordine. Nell’ordinanza del gip Mastroeni si fa riferimento a un carabiniere del Ris, due finanzieri e un poliziotto che avrebbero intrattenuto rapporti con l’indagato, chiesto favori, assunzioni e interventi anche per riportare all’ordine piccoli criminali locali, colpevoli di furti.-

1 commento:

  1. I ogni paese si è insediata la mafia pulita. Tutti lo sanno e fingono di un saperlo perché a tutti conviene questa situazione.

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