martedì 4 luglio 2017

Migranti: il piano Ue, centro

di coordinamento in Libia.

L'Austria blinda il Brennero

e Roma convoca

l'ambasciatore.

Il ministro degli esteri Kurz: 'Pronti a difendere i nostri confini'.




In quest'ambito, sono già stati portati al Brennero quattro mezzi corazzati Pandur delle Forze armate austriache che potrebbero essere impiegati nelle operazioni di controllo sull'immigrazione. Come scrive l'agenzia austriaca Apa, il dispositivo potrebbe essere attivato nel giro di tre giorni e comprende 750 militari, 450 dei quali saranno messi a disposizione da reparti stanziati nella regione del Tirolo, mentre i restanti verrebbero dal comando militare della Carinzia.
Il ministro degli esteri austriaco Kurz chiarisce: "I preparativi per i controlli alla frontiera con l'Italia non sono solo giusti ma anche necessari. Noi ci prepariamo e difenderemo il nostro confine del Brennero
se ciò sarà necessario". In dichiarazioni riportate dall'agenzia austriaca Apa l'atteggiamento dell'Austria viene definito da Kurz un chiaro messaggio nei confronti di Bruxelles e di Roma sul fatto che nessuno può rivolgere accuse all'Austria: "Abbiamo accolto più persone di quanto non abbiano fatto gli altri stati europei". Secondo Kurz, l'Unione Europea deve chiarire che un soccorso attuato nel Mediterraneo non è un ticket per l'Europa e i profughi vanno respinti, oppure vanno fermati alle frontiere esterne e vanno portati su isole come Lampedusa.
La Farnesina convoca l'ambasciatore austriaco - "A seguito delle dichiarazioni del governo austriaco circa lo schieramento di truppe al Brennero, il Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della
Cooperazione Internazionale, Amb. Elisabetta Belloni, ha convocato stamane alla Farnesina l'Ambasciatore austriaco a Roma, René Pollitzer", comunica il ministero degli Esteri in una nota.
Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, alla seduta plenaria del Parlamento europeo, ha sottolineato che con quanto la Commissione europea delibererà oggi in materia di migrazioni "dimostreremo con i fatti che vogliamo rimanere solidali, soprattutto con l'Italia che dimostra un atteggiamento eroico. La solidarietà è d'obbligo".
La Commissione Ue presenta il piano d'azione per alleviare la pressione dei migranti sull'Italia: impegno per un centro di coordinamento in Libia, richiesta di un codice di condotta per le ong, aree di salvataggio in Tunisia e Libia, più rimpatri dall'Italia, che però deve accelerare sulle procedure. Si impegna a sostenere "l'organizzazione di un Centro di coordinamento per i salvataggi in mare pienamente operativo in Libia": si legge nel piano d'azione per alleviare la pressione migratoria sull'Italia. L'Italia dovrebbe preparare, in consultazione con la Commissione, e sulla base di un dialogo con le organizzazioni non governative, un codice di condotta per le ong che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. La Commissione Ue invita Tunisia e Libia a dichiarare le rispettive aree di ricerca e salvataggio (Sar) e a istituire un centro ufficiale di coordinamento e soccorso marittimo. Si legge nel piano d'azione presentato dalla Commissione Ue per alleviare la pressione migratoria sulle coste italiane. I due Paesi non hanno mai istituito le loro Sar, che servono a delimitare l'area di mare per cui sono competenti per le operazioni di 'search and rescue'.
La Commissione Ue, inoltre, sollecita gli Stati membri a contribuire maggiormente al Fondo per l'Africa, per completare il contributo da 2,6miliardi di euro dal budget europeo - riporta ancora il piano d'azione presentato dalla Commissione europea per alleviare la pressione migratoria sulle coste italiane -; accelerare i ricollocamenti dall'Italia; ad andare avanti sulla riforma del regolamento di Dublino; oltre a mobilitare le loro capacità per sostenere i rimpatri dei migranti irregolari dall'Italia.
In arrivo da Bruxelles un nuovo esborso da 35 milioni di euro per la gestione della migrazione in Italia, si legge ancora nel piano d'azione. La Commissione europea si impegna ad un rafforzamento ulteriore della capacità delle autorità libiche con un progetto da 46 milioni di euro preparato in modo congiunto con l'Italia.
E lo stesso Juncker ha avuto uno scontro con il presidente del Parlamento europeo Tajani, a causa delle poche presenze in aula di europarlamentari. "Siete ridicoli", ha attaccato Juncker, subito ripreso da Tajani. "Moderi i termini - l'ha interrotto - è la Commissione sotto il controllo del Parlamento non il contrario".
"Il fatto che c'è solo una trentina di deputati presenti dimostra che il Parlamento europeo non è serio. Se ci fossero stati Angela Merkel o Macron e non un piccolo Paese come Malta non sarebbe stato così. Non parteciperò più a riunioni di questo tipo", ha detto ancora Juncker prima di interrompere bruscamente il suo intervento con un brevissimo ringraziamento al premier maltese Joseph Muscat per il suo lavoro durante la presidenza di turno del Consiglio. Tajani l'ha ripreso per una seconda volta. Poi il dibattito è proseguito con gli interventi degli eurodeputati. Tajani e Juncker si sono poi incontrati per un chiarimento dopo l'acceso scambio in plenaria. Lo rende noto il portavoce di Tajani: "Juncker ha detto di essere dispiaciuto per le parole utilizzate durante il dibattito, per Tajani l'incidente è chiuso". Il presidente dell'Eurocamera ha quindi sottolineato "l'importanza della cooperazione tra le istituzioni europee a favore dei cittadini".
Oim, 101.000 arrivi via mare in Europa, 2.247 morti  - Il numero di migranti e rifugiati giunti in Europa via mare dall'inizio dell'anno ha superato la soglia dei 100 mila, come ha riferito l'Organizzazione
internazionale per le migrazioni (Oim). Dall'inizio del 2017 al 3 luglio scorso, un totale di 101.210 migranti e rifugiati ha attraversato il Mediterraneo, quasi l'85% è giunto in Italia (85.183), mentre il resto degli arrivi è suddiviso tra Grecia (9.290), Cipro (273) e Spagna (6.464). L'Oim stima a 2.247 il numero di persone morte in mare nello stesso periodo.
10mila salvati dai Guardacoste della Libia - "La Guardia costiera libica ha salvato 10mila migranti. Se non ci fosse stato il loro intervento il numero dei morti sarebbe stato maggiore. Certo non siamo all'ottimale, ci sono molti difetti, ma è quanto abbiamo al momento. E l'addestramento è l'unico modo in cui si può cercare di raggiungere un miglioramento. Sostenerli è l'unica scelta possibile, ma non è un assegno in bianco, perché" c'è un monitoraggio". Così Eugenio Ambrosi, direttore regionale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni. (ANSA)

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