mercoledì 12 luglio 2017

Migranti,

dalla Ue l'ennesimo

rinvio: "Disposti a

rivedere la missione Triton"

Riunione a Varsavia. L'agenzia al lavoro su nuovo piano operativo per gestire gli sbarchi. Ma avverte: "Triton va rafforzata". Brunetta all'attacco: "È una presa in giro"

Frontex apre alla revisione di Triton. Niente di operativo, solo una mossa per prendere tempo.



Tanto che l'incarico di mettere a punto un nuovo piano operativo per la missione che salva gli immigrati nel Mediterraneo centrale è stato affidato a un "gruppo di lavoro" che, però, non è stato ancora costituito. "E ora - commenta il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta - l'emergenza per i prossimi mesi estivi resta tutta sulle nostre spalle". Durante la riunione del Consiglio di gestione dell'Agenzia Ue per il controllo dei confini esterni che si è tenuta oggi a Varsavia, è infatti caduta nel vuota la richiesta avanzata da Roma di aprire i porti degli altri Paesi dell'Unione europea alle navi che hanno salvato i migranti in mare.
Gli sbarchi non si arrestano. L'ultimo report del Viminale parla di almeno 85mila arrivi dall'inizio dell'anno. Ma da Bruxelles non arriva ancora una risposta concreta. Durante il vertice di oggi il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, si è limitato a chiedere ai Paesi dell'Unione europea di "rispettare i loro impegni di rafforzare l'operazione Triton". "Tutti i partecipanti - si legge in una nota dell'agenzia pubblicata al termine dei lavori - hanno riconosciuto che l'Italia sta affrontando una pressione straordinaria e ha bisogno di un sostegno aggiuntivo da Ue e Frontex". Prendere coscienza di questo, però, non basta più. Tanto che l'Italia è tornata a chiedere che, "in caso di fussi massicci di migranti", possano essere sbarcati "nei porti di altri Paesi" europei. Una richiesta che, però, è nuovamente caduta nel vuoto. In questo modo, come fa notare anche Brunetta, l'emergenza per i prossimi mesi estivi "resta tutta sulle spalle" del Belpaese.
Il gruppo di lavoro, spiega Frontex, dovrà "ulteriormente identificare ed elaborare quali esigenze dovrebbero essere considerate nel concetto operativo di Triton tenendo conto delle decisioni già prese a livello politico". Il gruppo dovrà "ulteriormente valutare la situazione dopo la riunione di oggi e mettere a punto un nuovo piano operativo. Successivamente - si legge nel comunicato - gli Stati partecipanti saranno consultati". Anche per quanto il codice di condotta per le Ong, che sta elaborando il governo italiano, Frontex non se l'è sentita di dare disco verde. E si è limitata a dire che, una volta che sarà adottato, verrà valutato dallo stesso gruppo di lavoro per "considerare quanto impatterebbe sulle attività operative di Frontex". Anche su questo punto, insomma, un inutile rinvio.
Nei mesi scorsi l'agenzia per le frontiere ha messo a disposizione per assistere l'Italia nella gestione dell'immigrazione circa 400 funzionari. L'operazione Triton comprende dodici navi, tre aerei e quattro elicotteri. Adesso Frontex si impegna ad aumentare la propria presenza negli hotspot in Italia "per aiutare le autorità nazionali ad accelerare il processo di identificazione e registrazione dei migranti, così come le procedure per gestire le richieste di asilo. L'agenzia aumenterà anche il suo ruolo nella lotta contro le reti di sfruttamento dei migranti". Frontex è, infine, "pronta a espandere il sostegno all'Italia nei rimpatri" dei migranti che non hanno diritto alla protezione internazionale. "Diversi paesi si sono detti pronti a partecipare a operazioni di rimpatrio rapido. Ma - avverte - questo richiederebbe una maggiore capacità di detenzione per quei migranti che devono essere rimpatriati prima dei loro voli di rientro nella patria di origine". Anche sui ricollocamenti, insomma, l'Italia non riesce a portare a casa granché. "È l'ennesimo, inutile rinvio. Una presa in giro per l'Italia e gli italiani", tuona Brunetta. Che poi accusa: "Minniti silente, Gentiloni assente".-

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