martedì 4 luglio 2017

Migranti, Austria minaccia

esercito al Brennero.

Francia e Spagna: no

agli sbarchi nei nostri porti.


Lo sbarco in altri porti europei nodo a Tallin.

Onu: nessun calo in vista dei flussi da Libia.




Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker è alla seduta plenaria del Parlamento europeo per un dibattito politico sulle azioni per alleviare la pressione dei flussi migratori sull'Italia. Poco più tardi il collegio dei commissari discuterà e adotterà un piano di misure Ue di sostegno all'Italia.

Avramopoulos,'priorità ridurre flusso Italia'
 - "La nostra priorità è lavorare a monte per ridurre il flusso di migranti verso l'Italia ed evitare tragedie nel Mediterraneo": lo dice il commissario europeo Dimitris Avramopoulos in un'intervista al quotidiano francese Le Figaro in edicola il 4 luglio. "Oggi l'Italia - dice Avramopoulos - si trova in una situazione delicata e noi la aiuteremo. E' quello che già facciamo politicamente, finanziariamente, materialmente. Abbiamo ottenuto risultati, ma dobbiamo raddoppiare gli sforzi per ridurre significativamente il flusso".
Sui migranti "la Francia si è mostrata molto responsabile fin dall'inizio, ed è anche sotto pressione, in particolare a Calais. Ma può impegnarsi di più": così il commissario Ue rispondendo alla domanda se la Francia deve aprire i propri porti. "La situazione è insostenibile - ha detto - urgono risposte". Per i contributi al fondo per l'Africa, ha poi aggiunto, Roma ha sbloccato 4 milioni di euro, la Germania 50 milioni e la Francia solo 3. E' una cifra troppo bassa".

Commissione Ue presenta nuove misure - La Commissione Ue é al lavoro per preparare alcune "misure concrete" sul dossier migranti, dopo l'incontro dei ministri dell'Interno di Francia, Germania, e Italia e del commissario Ue Dimitris Avramopoulos a Parigi di domenica, ed in vista dell'incontro informale dei ministri dell'Interno Ue di giovedì a Tallin. Le misure saranno discusse al collegio dei commissari domani, martedì. Lo annuncia un portavoce della Commissione europea.
Sbarco in altri porti Ue nodo a Tallin - Il nodo più difficile da sciogliere all'incontro informale dei ministri dell'Interno Ue a Tallin - secondo quanto si apprende da varie fonti a Bruxelles - sarà l'ipotesi di far sbarcare i migranti soccorsi in porti di altri Paesi Ue. Difficoltà si registrano anche sulla questione delle risorse per il Fondo fiduciario d'emergenza dell'Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione, al quale per il momento, gli Stati membri hanno versato solo 89 milioni di euro.

Migranti: Macron,non confondere rifugiati ed economici
- Per affrontare le crisi migratorie "bisogna condurre in maniera coordinata in Europa un'azione efficace e umana che ci permetta di accogliere i rifugiati politici che corrono un rischio reale perché fa parte dei nostri valori, senza confonderli con i migranti economici e senza abbandonare l'indispensabile mantenimento delle nostre frontiere". Lo ha detto il presidente Emmanuel Macron durante il discorso pronunciato davanti al Congresso.
Onu,nessun calo in vista dei flussi da Libia  - L'Onu non prevede un calo del flusso misto di migranti e rifugiati che giungono in Europa via mare: "le indicazioni di cui disponiamo non denotano un rallentamento degli arrivi in Libia, il che significa che un più ampio numero di persone potrebbe continuare a provare di lasciare il paese tramite la rotta del Mediterraneo centrale". Lo ha detto l'inviato speciale dell'Unhcr per il Mediterraneo centrale, Vincent Cochetel, ricordando che dall'inizio dell'anno 84.830 migranti e rifugiati sono giunti in Italia via mare con un aumento del 19% rispetto all'anno scorso.
Intesa al prevertice di Parigi - L'accordo anticipa di pochi giorni il summit di Tallin, l'Italia incassa la "piena intesa", di Francia e Germania sulla questione migranti. Primo esito tangibile dell'incontro voluto dal ministro dell'Interno Marco Minniti con i colleghi tedesco e francese, Thomas de Maziére e Gerard Colomb, e con il commissario europeo per gli Affari interni Dimitri Avramopoulos, un documento su più punti che si sta mettendo a punto e che l'Italia presenterà giovedì in Estonia all'incontro dei ministri degli Interni di tutti e 28 i paesi Ue.
"L'iniziativa italiana ha prodotto dei primi risultati - ha detto Gentiloni - e mi auguro che generino effetti concreti. L'Italia intera - ha aggiunto - è mobilitata per far fronte ai flussi e chiede una condivisione Ue che è necessaria se si vuole tener fede alla propria storia e ai propri principi. E' necessaria per l'Italia per evitare che i flussi diventino insostenibili alimentando reazioni ostili nel nostro tessuto sociale".
Al vertice di Parigi  è stata espressa una forte solidarietà all'Italia che fa fronte ad un numero crescente di arrivi". Francia e Germania hanno assicurato inoltre "il loro impegno per accrescere i loro sforzi in tema di relocation".
Il testo, che ha l'appoggio di Parigi e Berlino, vede tra i punti qualificanti la regolamentazione delle azioni e dei finanziamenti delle Ong e più fondi per consentire alla Libia il controllo delle coste. Sul primo capitolo si innesta la necessità di dare un ruolo più forte di coordinamento alla Guardia costiera. E altro tema centrale è quello relativo alla ricollocazione dei migranti. Non sarà facile imporre una linea in un'Europa con paesi refrattari, finora, a una collaborazione fattiva, che chiedono - Francia compresa - di distinguere bene tra migranti economici e rifugiati, visto che solo questi ultimi hanno realmente diritto a una protezione. Ma con l'incontro a Parigi è stato fatto un passo avanti e messo qualche punto fermo.
I punti dell'intesa -  Un codice di condotta per le Ong, sostegno anche economico alla Guardia costiera libica per monitoraggio coste, aiuti all'Oim e all'Unhcr affinché i centri in Libia rispondano agli standard internazionali per condizioni di vita e di diritti umani. Rafforzata anche la strategia europea sui rimpatri, incrementare i tassi di riammissione, attuare pienamente lo schema della relocation concordato a livello UE per rafforzare la riallocazione delle persone che necessitano di protezione.
Per consentire rapidi progressi a sostegno dell'Italia, Francia, Germania e Italia ed il Commissario europeo per la Migrazione e gli Affari Interni "chiedono ai loro Partner europei di considerare" i punti d'azione contenuti nell'accordo siglato ieri a Parigi "al prossimo Consiglio dell'Unione Europea Informale di Tallin".

(ANSA)

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