domenica 30 luglio 2017

Messina, sulle colline non

si può più costruire,

l’Amministrazione faccia

un passo indietro.




Prosegue il “balletto” dell’iter di approvazione della cosiddetta Variante di salvaguardia cosiddetta “Salva Colline”, elaborata dall’Amministrazione Accorinti. La variante è stata stoppata prima dal Genio Civile, poi dalla Regione perché non dotata di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), riabilitata dal TAR e ora bloccata dalla stessa Regione, che l’ha inviata, per un secondo giudizio, al Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Pino Falzea di CapitaleMessina non usa giri di parole ed è chiarissimo sulla sua posizione e quella del movimento che rappresenta: “Noi non vogliamo entrare nel groviglio del conflitto burocratico, legale, forse anche politico, tra i contendenti, che risulta incomprensibile ai più -afferma Falzea-. Quello che a noi preme è fare chiarezza sull’argomento, ed allo scopo scriviamo queste righe.
Per tutta una serie di ragioni concernenti il rischio idrogeologico, evidenziate dagli studi dell’ENEA non è più possibile costruire sulle colline. Punto. Gli 820 ettari precedentemente pianificati, non possono essere costruiti. Non c’è altro da dire o da fare”.
Al linguaggio politichese incomprensibile, si contrappone, quindi, la chiarezza di un tecnico che opera in questo settore da anni e suggerisce anche come agire per il bene della città e dell’ambiente: “In aggiunta riteniamo che, in una città che demograficamente decresce, dove il numero di immobili vuoti è enorme e soprattutto in una città il cui il patrimonio costruito è oggettivamente degradato e sottoposto a un pesante rischio sismico, non è necessario alcun trasferimento di volumi. Esiste un’area degradata in centro (ZIR ZIS) -sottolinea Falzea- che andrebbe recuperata? Bene, non la si occupi con lo spostamento di volumetrie inutili.
Si pianifichi, invece, un nuovo quartiere che faccia da volano alla ricostruzione dell’area immediatamente a Nord che arriva fino alla Zona Falcata che oggi, finalmente, grazie all’accordo tra Autorità Portuale e Università, inizia a vedere la speranza di essere riqualificata.
Che si immagini in quest’area un nuovo quartiere produttivo 4.0, che riesca a coniugare le grandi necessità imprenditoriali e turistiche con minime opportunità residenziali, ma non si pensi in alcun modo di trasferire logiche costruttive obsolete, stoppate dal destino “geologico”. E di questa nuova pianificazione si faccia una VAS completa e non elusiva come spesso accade e si sottoponga l’area un’approfondita microzonazione sismica.
Per quanto riguarda l’aspetto residenziale -aggiunge il rappresentante di CapitaleMessina-, auspichiamo da sempre, una presa d’atto dello stato di fatto del patrimonio costruito e un’azione politica forte e convinta indirizzata verso il miglioramento sismico. L’adeguamento sismico tout court è quasi impossibile da realizzare su tutta l’edilizia privata, ma sicuramente un valido miglioramento metterebbe in condizioni di sicurezza dal rischio sismico, una buona parte della popolazione oggi pericolosamente esposta.
In conclusione, al di là della solidarietà che, ancora una volta esprimiamo nei confronti del Genio Civile che appare ormai l’unico baluardo cittadino, contro l’improvvisazione tecnico – amministrativa comunale (vedi i massi di Giampilieri), auspicheremmo che la Giunta comprendesse la necessità di fare un passo indietro per il bene della popolazione, dimenticando l’interesse di pochi proprietari e attivasse una politica di risanamento necessaria per rilanciare l’impresa edilizia, vero motore economico di questa città continuamente costruita e ricostruita”. -

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