martedì 11 luglio 2017



    L’INCENDIO DI MESSINA.

    I PIROMANI SIAMO NOI.


    Di Luciano Mirone     
    lunedì, 10 luglio, 2017
    Pubblicato da www.linformazione.eu

    Le parole non bastano per descrivere l’incendio che rischia di divorare Messina. Apocalisse, inferno, rabbia, tragedia, delusione, incredulità, dolore, bastardi, terrorismo, mafia, solidarietà… Ognuno esprime le proprie sensazioni con i termini che corrispondono al proprio “dizionario dell’anima”, ma di fronte alle incredibili immagini che provengono da quella città, noi quelle parole non riusciamo a trovarle.



    Alcune immagini dell’incendio di Messina

    E però dentro di noi sentiamo un rancore sordo che non riusciamo ad esprimere. Lo stesso di quando una montagna si sgretola e una valanga d’acqua sommerge un paese e i morti si contano a decine e a centinaia. E’ un rancore che scaturisce dall’impotenza che scatta non contro la natura, ma contro l’uomo. Perché in questi casi non è con il “destino cinico e baro” che dobbiamo prendercela, ma con noi stessi.

    La montagna che si sgretola, la valanga d’acqua che sommerge il paese, i morti che si contano a decine hanno un collegamento con l’incendio che sta devastando Messina o no?

    Se è vero – come dice il sindaco della città, Renato Accorinti, e non solo lui – che si tratta dell’ennesimo caso di incendio doloso, allora bisogna dire che c’è un collegamento diabolico fra i vari fenomeni: le colline, le montagne, i boschi, la macchia mediterranea vengono bruciati per costruire orrendi alveari di cemento, che alle prime piogge cedono e si abbattono sulle nostre teste.

    E’ stata fatta una seria prevenzione seria contro gli incendi? Sono state fatte delle leggi esemplari contro l’abusivismo edilizio e i piromani? Ogni anno gridiamo allo scandalo, ma poi tutto torna come prima. Perché? Perché i piromani sono funzionali ai palazzinari e i palazzinari sono dentro la politica e la politica – certa politica – la votiamo noi. Ieri a Messina è morto un ragazzo tetraplegico di sedici anni, Cristian, che era andato a vivere nella casa popolare costruita da poco: l’umidità gli aveva corroso l’unico polmone che gli era rimasto. La casa popolare era stata realizzata su una falda acquifera. E allora diciamocelo: i veri piromani siamo noi. Chi ne è estraneo non trova le parole.-


    Luciano Mirone

    1 commento:

    1. Il Sindaco di Messina ha dato disposizione all'Ufficio Tecnico comunale di evidenziare nel Piano Regolatore tutte le aree attraversate da incendi, dolosi e non, al fine di impedire, come da vigente legge, la futura edificazione di quei soli percorsi da incendi ? Se farà questo potrà essergli perdonata la leggerezza di non avere fatto una doverosa prevenzione contro gli incendi per la quale occorreva una cospicua disponibilità di denaro attualmente indisponibile.

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