giovedì 13 luglio 2017

Istat, quasi cinque milioni

di poveri in Italia. In

aumento i bambini: 12,5%

Nel 2016 sono un milione e 619 mila le famiglie in condizione di povertà assoluta, per un totale di 4 milioni e 742mila individui poveri, come Roma, Milano e Genova messe insieme.

Il dato reso noto dall'Istat è drammatico: in Italia ci sono quasi 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta.


Come se Roma, Milano e Genova fossero abitate solo da poveri. L’Istat stima che nel 2016 siano un milione e 619 mila le famiglie residenti in tale condizione, per un totale di 4 milioni e 742mila individui.
Rispetto al 2015 non c'è un peggioramento, sia di famiglie sia di individui. L’incidenza di povertà assoluta per le famiglie è pari al 6,3%, in linea con i valori stimati negli ultimi quattro anni. Per gli individui, aumenta invece al 7,9%, con una lieve variazione rispetto al 2015, quando era al 7,6%. L’incidenza sale invece al 26,8% (dal 18,3% del 2015) tra le famiglie con tre o più figli minori, coinvolgendo nell’ultimo anno 137mila 771 famiglie e 814mila 402 individui; aumenta anche fra i minori, da 10,9% a 12,5% (1 milione e 292mila nel 2016).
Se andiamo più nel dettaglio l'incidenza della povertà assoluta aumenta al Centro, sia in termini di famiglie (5,9% da 4,2% del 2015) sia di individui (7,3% da 5,6%): la causa è soprattutto
il peggioramento registrato nei comuni fino a 50mila abitanti al di fuori delle aree metropolitane (6,4% da 3,3% dell'anno precedente). A partire dal 2012 persiste la relazione inversa tra incidenza di povertà assoluta ed età della persona di riferimento (aumenta la prima al diminuire della seconda). Il valore minimo, pari a 3,9%, si registra infatti tra le famiglie con persona di riferimento ultra sessantaquattrenne, quello massimo tra le famiglie con persona di riferimento sotto i 35 anni (10,4%).
L'incidenza della povertà assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se è almeno diplomata.
La posizione professionale della persona di riferimento incide molto sulla diffusione della povertà assoluta. Per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l'incidenza della povertà
assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e in pensione (3,7%). -

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