martedì 11 luglio 2017

I due giochi dell'estate.

Dal "totonome" sul possibile leader del centrodestra al "tiro a Matteo Renzi", ecco i tormentoni dell'estate.

Pubblicato da www.ilgiornale.it

Ogni estate porta con sé i suoi giochi e i suoi tormentoni. Una volta era una canzone, il nuovo gioco da spiaggia, la maglietta che non potevi non avere addosso.



Oggi tempi duri e noiosi - i giochi passatempo riguardano soprattutto la politica.

Il tormentone più gettonato è il «toto» sul nuovo possibile leader del centrodestra. Marchionne sì, Marchionne no, Marina Berlusconi sì ma anche sicuramente no, un giorno spunta l'ipotesi Mara Carfagna, l'altro torna prepotente il nome di Matteo Salvini perché altrimenti va con Grillo. E ad ogni ipotesi parte un fiume di dichiarazioni: chi si spacca, chi polemizza, chi ironizza e chi rimane deluso perché nessuno ha fatto il suo nome. Divertente, ma parliamo di realtà virtuale, di un gioco dove nessuno può vincere nulla perché ancora non si conoscono le regole (legge elettorale), la data della finale (le elezioni) e, soprattutto, le intenzioni vere di chi del centrodestra è al momento l'unico e riconosciuto leader (Silvio Berlusconi, come dimostrano anche recenti sondaggi).

Una volta, sotto l'ombrellone, ci si scambiavano le biglie con le facce degli sportivi, oggi i giornali che assicurano di aver scovato il «delfino»: ognuno ha il suo che cambia ogni paio di giorni forti di «notizie certe» che filtrano da villa Certosa, quartier generale estivo di Silvio Berlusconi. Il quale è una mia pura ipotesi ogni mattina si diverte a leggere le congetture più bizzarre e le conseguenti risse surreali.

Anche la sinistra ha il suo tormentone stagionale. Quest'anno è il tiro a Matteo Renzi. Qualsiasi cosa faccia o dica, il segretario Pd è regolarmente impallinato da scariche di fuoco (soprattutto amico, ma ieri ci si è messa pure l'Europa) manco fosse una sagoma al poligono di tiro. Non è più questione se dica cose di sinistra o di destra, giuste o strampalate. Come apre bocca, giù botte. Il libro che avrebbe dovuto rilanciarne l'immagine e l'azione politica si sta rivelando un boomerang mediatico, anche se all'interno contiene alcuni concetti assolutamente condivisibili (per esempio il capitolo sulla giustizia che abbiamo anticipato noi due giorni fa). E probabilmente qui sta il problema: ciò che piace a noi non può piacere ai maggiorenti (ipocriti) del suo partito. E siamo solo all'inizio di luglio...


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