lunedì 31 luglio 2017

Hanno salvato Messina,

autentici angeli dal cielo.

Conosciamo meglio i

Canadair.



Autentici angeli di acciaio che ci proteggono dall’alto. Sono i Canadair, i velivoli speciali utilizzati dai Vigili del Fuoco per domare gli incendi collocati nei posti più difficili da raggiungere via terra. Nelle scorse settimane, loro – insieme a tutti gli eroi in divisa e i volontari – hanno salvato Messina e provincia dalle mani infami dei piromani, evitando che i devastanti danni causati dal fuoco potessero essere ben più ampi.
Ma come funziona un Canadair? Quando entra in azione?

DERIVAZIONE DEL NOME –

I Canadair prendono il nome da un’azienda aeronautica civile e militare canadese che fu fondata nel novembre 1944. Dopo essere stata nazionalizzata, nel 1986 fu privatizzata e inglobata in Bombardier. A fondarla fu il governo canadese per la produzione di idrovolanti per la Royal Canadian Air Force.

CARATTERISTICHE –

Il modello utilizzato ai nostri giorni si chiama CL-415. E’ un bimotore turboelica. Un gigante buono del peso di 12 tonnellate e 3o metri di apertura alare, capace di trasportare 6.000 litri d’acqua in ogni suo viaggio.

LA PARTENZA –

Da quando viene allertato un velivolo fino al suo decollo trascorre al massimo mezzora. Una volta partito, il Canadair si porta sul luogo dell’incendio. Il fuoco viene studiato per capire in quale direzione e con quale intensità progredisce. Vengono individuati anche possibili abitazioni o luoghi sensibili a rischio. Questa è la fase preliminare alla quale segue subito quella del “bombardamento” d’acqua.

FASE DI CARICO – 

La raccolta d’acqua, chiamata in gergo “scoop”, viene effettuata in mare o in eventuali laghi di una certa portata vicini all’incendio. Il Canadair sfiora la superficie dello specchio d’acqua a una velocità di 130 Km/h che consente il rifornimento senza l’utilizzo di pompe di aspirazione. Vengono così caricati i due serbatoi da 3.000 litri ciascuno. Un’operazione che dura poco più di 10 secondi. Caricata l’acqua, entra in azione un miscelatore che aggiunge un tensioattivo (come quelli presenti nei detersivi) che rende il prezioso liquido più fluido e quindi in grado di combattere il fuoco già alla radice.

LOTTA CONTRO IL FUOCO – 

Dopo avere individuato eventuali case e obiettivi sensibili a rischio, il fuoco viene colpito nella sua “testa”, poi sulla “coda” e quindi successivamente lavorato ai fianchi. Per evitare che l’acqua sganciata si vaporizzi prima di raggiungere le fiamme, questa operazione viene fatta a quote bassissime. L’obiettivo è quello di colpire il fuoco alla base, togliendogli ossigeno. Lo sgancio avviene in virata a una velocità che può raggiungere anche i 250 Km/h.

BUFALE UN TANTO AL CHILO – 

Da sempre si immagina il rischio che un canadair possa risucchiare un sub. Nei giorni scorsi, addirittura, sull’argomento sono girate bufale sul web su un presunto sommozzatore risucchiato da un canadair in fase di rifornimento e poi scaraventato nel bel mezzo di un incendio. Niente di più impossibile: le bocchette di raccolta acqua poste nella pancia del canadair misurano appena 10 centimetri. Troppo piccole per risucchiare un essere umano.

I PILOTI – 

Sono l’anima di questi angeli giganti del cielo chiamati Canadair. Si allenano a lungo con diverse esercitazioni di carico e sgancio sui laghi. Le azioni compiute in servizio, viste le acrobazie del cielo a bordo dei Canadair, mettono a dura prova il loro fisico. Spesso si tratta di ex militari che decidono di bombardare il fuoco.-

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