domenica 30 luglio 2017

"Ha ragione il Cavaliere.

Solo uniti salveremo l'Italia".

Il segretario leghista d'accordo con Berlusconi: "Premier chi prende più voti. Un tavolo per stilare il programma".

Dal bagno Papeete di Milano Marittima dove sta trascorrendo un periodo di vacanza con il figlio, Matteo Salvini lancia un grande messaggio di distensione a tutto il centrodestra: «Uniti si vince!».

Dopo avere a lungo preso le distanze dai suoi alleati naturali, oggi il segretario della Lega si trova in linea con Silvio Berlusconi. E, a rafforzare tale convinzione, imita Garibaldi: «Qui si fa l'Italia o si muore. Peggio di così non possiamo andare: o riusciamo a risollevarci o chiudiamo definitivamente bottega».
Ma chi sarà il leader del centrodestra? In più occasioni lei ha detto di essere pronto a vestire i panni del numero uno e anche ieri un sondaggio l'ha indicata come il più popolare tra i politici...
«Oggi dico che ha ragione Berlusconi: il partito della nostra coalizione che raccoglierà alle urne più voti avrà diritto di prelazione. Non è più tempo delle punture di spillo tra gli alleati: è giunto il momento, Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, di mettersi attorno a un tavolo e di stilare un vero programma concordato cominciando da alcuni punti cardine come l'abolizione della legge Fornero sulle pensioni e il varo di una flat tax al 15% per determinare un percorso di crescita, oltre alla bomba-immigrazione».
Con quale legge elettorale si andrà alle urne e quando si andrà a votare?
«A febbraio-marzo, anche se io continuo a sperare prima perché il governo Gentiloni ha sempre più problemi di tenuta. Tra l'altro, la prossima manovra economica non dovrebbe più essere lacrime e sangue come pensavamo. La Germania e l'Austria, con le loro elezioni alle porte, non vorranno, infatti, inasprire ulteriormente i rapporti con l'Italia e Bruxelles chiuderà, quindi, un occhio sui nostri conti».
Soffermiamoci ora sull'emergenza immigrazione. In questi giorni, lei, Salvini, ha toccato con mano il fatto che il problema immigrati, mettendocela tutta, si può anche risolvere: a Cervia-Milano Marittima, il sindaco del Pd, da un anno all'altro, ha bloccato i vù cumprà d'intesa con gli albergatori, gli stabilimenti balneari e tutte le forze produttive della zona.
«È vero e, come a Cervia-Milano Marittima, ci sono adesso tanti altri sindaci anche del Pd che chiedono la collaborazione della Lega per tentare soluzioni analoghe: noi siamo pronti a collaborare».
Proprio ieri Berlusconi ha dichiarato che, con l'azione del suo governo, era riuscito a bloccare il grande flusso di migranti e di sbarchi di clandestini agendo all'origine, cioè con un accordo con l'allora leader libico Gheddafi.
«È vero, con il colonnello libico gli accordi erano chiari e tutto o quasi era sotto controllo. Poi ci sono messi di mezzo personaggi come Obama, a cui dovrebbe essere tolto il Nobel della pace, e tutto è precipitato. Anche in questo caso si stava meglio quando si stava peggio».
Ma ora il governo Gentiloni ha deciso, per controllare gli sbarchi, di mandare la nostra flotta davanti a quella che una volta veniva chiamata la Quarta Sponda.
«Questa mossa è quasi una presa in giro messa in piedi, e non poteva essere diversamente, da Alfano in particolare: prima si strombazza l'iniziativa e poi si scopre che ci saranno solo due navi al largo di Tripoli. Tanto rumore per nulla. Ci vogliono misure ben più severe e non c'è più tempo da perdere anche perché l'Europa ha continuato, in questi mesi, a snobbarci dicendo una cosa e facendone, poi, un'altra: basta vedere le ultime mosse di Macron».
Già l'Europa, anche in questo caso bisogna voltare pagina...
«È assolutamente necessario. Ecco l'Europa è stato il fallimento più grande del governo Renzi. Avevamo mandato a Bruxelles la Mogherini convinti che ci avrebbe rimesso in sesto: i risultati della politica estera sono, invece, sotto gli occhi di tutti. Con questa Europa non possiamo più andare avanti: come Paese membro dobbiamo richiedere la revisione di molti trattati, a cominciare proprio da quello di Maastricht».
C'è anche il problema dell'euro che continua a penalizzarci.
«La moneta unica ha ampiamente mostrato i suoi limiti rivelandosi un cappio mortale per molti partner. Anche in questo caso noi del centrodestra dobbiamo elaborare una proposta comune. Sono ottimista sul fatto che riusciremo a elaborare progetti condivisi da tutti».
Ma è, però, vero che cominciamo a registrarsi segnali di ripresa. La situazione non sembra così drammatica come qualche tempo fa.
«Siamo il fanalino di coda dell'Europa anche sui timidi segnali di ripresa. Qualcosa è migliorato: è il caso del turismo perché sono sempre meno gli italiani che trascorrono le vacanze all'estero per paura degli attentati e dell'industria dell'auto perché il ricambio della vettura non era più differibile per molti automobilisti, ma la situazione, in generale, resta ancora incerta».
Vorrei concludere l'intervista con una frase di Leo Longanesi che scriveva: «Che strana democrazia è mai quella che vieta di rimpiangere una dittatura». Cosa ne pensa della legge in cantiere per mettere al bando qualsiasi reminiscenza del Ventennio?
«Mi sembra una proposta assurda. In una vera democrazia la libertà d'opinione deve essere garantita al centro per cento e dovrebbe essere, anzi, depenalizzato qualsiasi reato in materia». -

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