venerdì 28 luglio 2017

Gentiloni vai à la guerre

L'Europa unita, corretta e solidale al suo interno può essere soltanto la somma di Paesi mediocri guidati da leader scialbi che si sostengono a vicenda consapevoli della loro singola debolezza.



La Francia del grigio Hollande per i partner europei era un compagno di viaggio perfetto, così come lo è stata l'Italia in loden di Monti: professorini della politica tutto galateo e poca sostanza. Ma la storia se ne infischia dell'Europa unita e ogni tanto, da qualche parte, dalle urne ci scappa il leader con gli attributi, non importa se da destra o sinistra. E allora è un gran casino, perché questo signore (o signora, vedi Angela Merkel) mette per quanto europeista sia gli interessi del suo Paese davanti a quello degli altri.

Emmanuel Macron, eletto da poco (e trionfalmente) presidente francese, è uno di questi imprevisti. Sventola la bandiera europea ma si muove come solo un francese sa fare. Cioè da stronzo. Se ne frega degli accordi, dei trattati e persino dei contratti già firmati (caso Fincantieri). Stringe accordi con i libici senza consultare gli alleati, se ne infischia di un vicino come l'Italia alla quale ordina cosa fare, e non fare, per risolvere l'emergenza immigrati.

Dopo la non Europa tedesca, insomma, ora ci tocca pure fare i conti con la non Europa francese. Meno pericolosa ma più insidiosa, perché come disse lo scrittore Joseph Sheed, «se i francesi fossero intelligenti parlerebbero inglese». Per di più, a Parigi considerano gli italiani ancora meno del già poco dei tedeschi.

È vero, i francesi hanno avuto Napoleone (e noi ne sappiamo qualcosa) e poi De Gaulle ma ancora rosicano per Bartali pluri campione al Tour e Materazzi, quello che Zinedine Zidane tentò di abbattere con una testata per impedire (senza successo) la nostra vittoria nella finale dei mondiali di calcio del 2006. Piccole soddisfazioni per noi, macigni per loro, come magistralmente narrato in una famosa canzone del grande Paolo Conte.

E quindi? Se la Francia fa la Francia e l'Europa l'Europa (cioè guarda e tace) che l'Italia faccia l'Italia. Noi non abbiamo un Macron, ma Gentiloni sappia che contro l'arroganza e la supponenza francese ha tutto il Paese dalla sua: à la guerre comme à la guerre.-


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