giovedì 13 luglio 2017

Falcone,

medici del 118 salvano

47enne con infarto in corso.


“Quanto è capitato ieri ad un giovane fortunato, non è altro che un caso tra tanti in cui interviene il 118, nessun atto eroico, nessuna impresa spettacolare, solo “ordinaria” amministrazione, ma che pone molti spunti di riflessione su cosa sia davvero il Servizio di Emergenza 118, su cui sarebbe opportuno si interrogasse tanto la cittadinanza quanto la classe politica”.
A scrivere è Marcello Savasta, uno dei tanti medici del 118 che si sta battendo ormai da mesi affinchè le ambulanze medicalizzate del 118 non vengano ridotte. E non vengano chiusi alcuni dei punti territoriali di emergenza. I medici del servizio di emergenza urgenza sono sul piede di guerra e hanno già annunciato lo stato di agitazione. Non hanno ottenuto risposte ai paventati tagli a un sistema che a Messina funziona alla perfezione. Ecco allora perchè quella raccontata di seguito è sola una delle tante storie che quotidianamente vive chi sta su un’ambulanza. Con un lieto fine che fa riflettere.
“Nella tarda serata del 11 luglio si presenta al Presidio Territoriale di Emergenza  di Falcone un giovane A. C. di 47 anni. Ricordiamo – spiega Savasta – che tale presidio, come tutti i PTE locali è a rischio chiusura. Tutti i PTE della Provincia di Messina garantiscono un servizio di urgenza ambulatoriale diurno con un medico di 118 dedicato, e quindi risultano nelle ore notturne sguarniti di personale sanitario, dedicato esclusivamente al servizio di ambulanza e agli interventi sul territorio. Cosa successa per fortuna fino a pochi minuti prima dell’arrivo del giovane al PTE di Falcone”. Il caso ha voluto che l’ambulanza di Falcone, candidata dall’Assessore Gucciardi alla demedicalizzazione, fosse da poco rientrata da un “intervento improprio per soccorrere un paziente affetto da una banale febbre, e fosse presente in postazione con tutto il suo equipaggio, coordinato dal dottor Daniele Marino, quando si è presentato alla porta il giovane sofferente”. Il 47enne accusava dolore al petto con irradiazione al giugulo e alla mandibola. Infarto la diagnosi immediata. “Il giovane ha ricevuto subito le prime cure del caso e sono state attivate tutte le procedure dal medico a bordo insieme al supporto logistico del medico della Centrale Operativa del 118. racconta Savasta- , il paziente è stato trasferito/assistito verso l’ospedale attrezzato di servizio di Emodinamica più vicina, che purtroppo non è ancora quella di Patti, aperta speriamo ancora per poco solo di giorno, ma quella dell’Ospedale Papardo”.

Durante il lungo tragitto da Falcone verso contrada Sperone di Messina, saltando ben 4 ospedali più vicini ma tutti privi della emodinamica necessaria per la sopravvivenza del malcapitato, il paziente per ben due volte è andato in arresto cardiocircolatorio a seguito di fibrillazione ventricolare e per ben due volte è stato rianimato dal dottore Daniele Marino.

“All’arrivo presso l’emodinamica del Papardo, il paziente è stato preso in carico dai cardiologi  Paleologo e  Iannello, e sottoposto a rivascolarizzazione miocardica mediante angioplastica ed impianto di stent coronarico, con pieno recupero della sua funzionalità cardiaca. Ovvero nessun danno per il paziente, nessuna invalidità permanente”.
Per i medici del 118 quello raccontato è un caso come tanti. Il paziente verrà dimesso a breve in pieno recupero clinico.
“Ma alla luce dei rischi a cui potremmo essere a breve esposti per delle sbagliate scelte politiche, il caso deve sollecitare quantomeno in tutti noi delle riflessioni – conclude Savasta – e se a Messina non vi fosse un sistema di mezzi medicalizzati adeguati per garantire la piena funzionalità della Rete per l’Infarto (oltre alla Rete dell’ICTUS), già oggi all’avanguardia e ben coordinata dalla Centrale Operativa 118, pur presentandosi ancora difficoltà nella zona tirrenica, priva di emodinamica attiva H24 presso l’Ospedale di Patti? E se l’ambulanza medicalizzata di Falcone fosse stata chiamata in “soccorso” a seguire dell’intervento per la febbre, magari per una lombo-sciatalgia, trattabile tranquillamente dalla guardia medica o dal medico di famiglia, ed il giovane con l’infarto, che per ben due volte è andato in arresto cardiaco, non avesse ricevuto tempestivamente l’intervento del medico del 118? O se addirittura il medico a bordo dell’ambulanza del 118 non ci fosse proprio stato? Oggi probabilmente scriveremmo di un titolo diverso del genere «Giovane deceduto per arresto cardiaco a causa di un infarto fulminante. Vano l’intervento dell’equipaggio del 118 accorso sul posto, che ne constata il decesso».

Ma per fortuna no, non oggi, non a Falcone, non nel Sistema 118 messinese che cerca, nonostante le scelte della sua classe politica, di difendere la salute della sua cittadinanza”.-

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