Un candidato alla presidenza della Regione “che sia alternativo a Crocetta” – il quale ha comunque annunciato la sua partecipazione per una riconferma a Palazzo d’Orleans – che rispetti un programma nel quale i punti principali siano l’acqua pubblica, la gestione virtuosa dei rifiuti, il lavoro, lo sviluppo e la legalità, con l’annuncio di un ulteriore tentativo per convincere il presidente del Senato Pietro Grasso a candidarsi come governatore della Sicilia. Sono tante le idee espresse stamani a Villa Niscemi – sede di rappresentanza del Comune di Palermo – dal sindaco Leoluca Orlando, sponsor principale dell’iniziativa che si ispira al “modello Palermo” (un insieme di tante liste presenti nel territorio), e dai rappresentanti di diversi partiti del centrosinistra per discutere delle elezioni regionali in programma per il 5 novembre.
Presenti Mariella Maggio di Art.1-Mdp; l’ex ministro Totò Cardinale, animatore di Sicilia Futura; i socialisti Carlo Vizzini e Nino Oddo, e gli esponenti di Sinistra comune. Assenti i centristi di D’Alia e gli alfaniani, oltre al segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, “non invitato” (secondo un’indiscrezione dell’Ansa), fatto quest’ultimo alquanto singolare, visti i recenti incontri romani fra lo stesso Orlando e Matteo Renzi, in cui di è parlato delle prossime elezioni siciliane.
Nel corso della riunione è stato dato incarico all’ex deputato Rino La Placa – personaggio molto vicino a Orlando, all’esperienza della ‘primavera di Palermo’ e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella – di lavorare a una bozza di programma con l’obiettivo di sintetizzare le istanze dei vari soggetti politici che siedono al tavolo, nato con l’aspettativa di esportare a livello regionale il “modello Palermo”, che ha permesso all’attuale sindaco di Palermo di vincere le recenti elezioni amministrative.
“Orlando – si legge in un dispaccio Ansa – avrebbe sostenuto che se si riuscisse a mettere insieme una coalizione compatta attorno a un programma ben definito, il presidente del Senato Pietro Grasso potrebbe addirittura ripensarci rispetto al ‘no grazie’ espresso quasi un mese fa, rispetto alla proposta di candidarsi alla presidenza della Regione”.
In ogni caso è emerso che anche nell’ipotesi di un nuovo rifiuto di Grasso, il progetto di questo cartello di partiti e movimenti dovrà essere caratterizzato dalla “discontinuità” con l’esperienza Crocetta.
E siccome è praticamente scontato che Grasso declinerà l’invito per la seconda volta (cosa che i partecipanti al vertice di stamattina sanno), bisogna interpretare la riunione a Villa Niscemi come un incontro preliminare per parlare di programmi futuri, anche se l’unico nome è attualmente solo quello del presidente del Senato. Nei prossimi giorni confluiranno sul tavolo del segretario del Pd Matteo Renzi i sondaggi sui personaggi più graditi dai siciliani per una candidatura alla presidenza della Regione. Se non sarà Grasso, chi sarà? -

Nella foto: il presidente del Senato, Pietro Grasso

Luciano Mirone