giovedì 6 luglio 2017

Così il governo Renzi

ha dato il via libera

alla grande invasione.


L'ex ministro Bonino ricostruisce la vicenda: «Fu l'Italia nel 2014 a voler accogliere tutti».



L'invasione dei migranti in Italia è colpa di Renzi e del suo governo. A dirlo è Emma Bonino la quale, durante un'intervista rilasciata in occasione dell'assemblea generale di Confartigianato Brescia e Lombardia orientale e mandata in onda da Radio Radicale, ha chiarito: "Il fatto che nel 2014/2016 abbiamo chiesto che il coordinatore fosse a Roma alla guardia costiera e che gli sbarchi avvenissero tutti quanti in Italia lo abbiamo chiesto noi.



L'accordo lo abbiamo fatto noi, violando, peraltro, Dublino".


L'ex ministro si riferisce al fatto che dopo la chiusura dell'operazione «Mare Nostrum», voluta all'epoca del governo di Enrico Letta, nell'agosto 2014, il commissario europeo per gli Affari interni, Cecilia Malmstrom, dichiarò la sostituzione della stessa con Triton di Frontex (l'Agenzia europea di controllo delle frontiere), missione di pattugliamento completamente diversa dalla prima che era, invece, una missione di salvataggio in mare. Il fatto è che con Triton, come riportato anche sul blog di Beppe Grillo, che ieri ha pubblicato uno stralcio dell'intervista a Emma Bonino, si spiega come con questa operazione, entrata in vigore «con il governo Renzi, si autorizzavano 15 Stati europei a pattugliare il Mediterraneo. Queste navi - si prosegue - portano i migranti solo in Italia». Ed è proprio questo il punto: perché? Come si dice ancora sul blog di Grillo, «i dettagli tecnici, tra cui le modalità di sbarco di queste operazioni congiunte, sono contenuti nel piano operativo dell'operazione stessa. Purtroppo il documento non è pubblico».

In sostanza, il governo Renzi, in cambio dell'aiuto di Frontex, ha acconsentito a far attraccare tutte le navi dei Paesi che facevano parte dell'operazione Triton in Italia. Cosa che, di fatto, è avvenuta e tutt'oggi avviene. E tra gli accordi ci sarebbe stato anche quello sui ricollocanti a casa nostra degli immigrati rifiutati dagli altri Stati europei. L'intesa prevedeva, dicevamo, l'arrivo nei porti italiani di tutti i mezzi navali impegnati da Frontex, che a oggi hanno sbarcato centinaia di migliaia di persone. Questo, però, ha scatenato una reazione a catena della quale i «furbetti» si sono approfittati senza mezze misure. Le Ong, i taxi del mare, hanno capito che nessuno, in Italia, avrebbe più fermato gli sbarchi. Insomma, tutti si sono sentiti legittimati a portare gli immigrati sulle coste italiane.

Non si può negare che i problemi iniziarono con Mare Nostrum, ovvero l'operazione con cui la Marina Militare dimostrò di essere indispensabile, in modo da ottenere quegli accordi sulle navi che, un tempo, la Difesa aveva annunciato di voler dismettere, scatenando le ire dell'ex capo di Stato maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

All'epoca il Mrcc (Maritime rescue coordination center) di Roma, lo stesso di cui parla la Bonino nell'intervista e che ha sede presso il comando generale delle Capitanerie di Porto, inviava le navi mercantili, che transitavano nel Mediterraneo, a soccorrere i migranti, così come facevano la Guardia costiera e la Marina Militare. L'Italia, già allora, si era assunta la responsabilità di accogliere tutti gli immigrati, evitando di riportarli in Libia, Paese considerato insicuro o a Malta, che in sostanza se ne lavava le mani. Insomma, già si preannunciava la legittimazione all'invasione del Bel Paese.

Dove le cooperative rosse, legate a doppia mandata al Pd, iniziavano a guadagnare sulla politica dell'accoglienza.

Poi vennero Renzi e Alfano, che addirittura utilizzava gli elicotteri di Frontex per i suoi viaggi a casa. Il resto è storia dei giorni nostri. -


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