lunedì 10 luglio 2017

Cateno De Luca, gli incendi

e la sua vicenda giudiziaria.


da www.canalesicilia.it   

Cateno De Luca

Al via la campagna elettorale per Cateno De Luca sindaco di Messina: “io sono pronto ma ora i messinesi dovranno stabilire se si va fino in fondo evitando che questa mia disponibilità sia stata un vano tentativo di scardinare il micidiale fancazzismo che impera nei palazzi del potere che governano Messina.”
Ed intanto De Luca presenta ulteriori esposti al Consiglio Superiore della Magistratura, al Procuratore Generale Cassazione ed al Ministro della Giustizia per attivare l’azione ispettiva nei confronti del Tribunale di Messina e disciplinare nei confronti del Presidente del Collegio, Mario Samperi, di un altro componente del collegio, Valeria Curatolo, e del procuratore generale Vincenzo Barbaro. Sugli incendi afferma “Amministrazione incapace !”.
“Non sono nato per stare nei parlamenti ma per stare in trincea e lavorare per cambiare concretamente il nostro tessuto socio economico applicando le sane regole del buon governo delle municipalità e garantendo un radicale ricambio generazionale della politica siciliana imposto con la forza dirompente e popolare proveniente dal territorio”. Così ha esordito Cateno De Luca all’inizio della conferenza stampa per ufficializzare l’avvio di una lunga campagna elettorale per la conquista di palazzo Zanca che si concluderà a maggio 2018 durante un’affollata conferenza stampa al ritrovo “La dolce vita” di piazza Duomo. De Luca ha spiegato che saranno costituiti 500 comitati per “De Luca sindaco di Messina” e saranno svolti oltre 1000 incontri su tutto il territorio cittadino con la popolazione e con gli ordini professionali, associazioni, ed istituzioni pubbliche.
“Dopo le ottime esperienze maturate come sindaco di Fiumedinisi e Santa Teresa di Riva desidero proseguire la mia missione di Sindaco nella principale comunità che ritengo strategica per rendere protagonista la Sicilia orientale e che allo stato attuale non è solo male amministrata, ma anzi è senza alcuna guida politica amministrativa degna di questo nome”. “Non mi appartengono e non condivido – prosegue De Luca – le autocandidature non suffragata da elementi di concreta praticabilità e quindi affiderò esclusivamente ai Messinesi, e non alle segrete stanze dei salotti del potere, il compito di decidere se io possa essere all’altezza di svolgere il ruolo di Sindaco lanciando un vero e proprio referendum di gradimento in occasione delle prossime elezioni regionali del 5 novembre che utilizzerò quale incontestabile e democratico strumento per verificare senza se e senza ma la credibilità della mia proposta di candidatura a Sindaco. Avvierò fin da subito un lungo confronto e dibattito con la gente, le associazioni, gli ordini professionali e le forza produttive sulle maggiori criticità che tengono sotto scacco Messina fornendo nel contempo le relative soluzioni e sfidando l’intera classe politica al confronto sul merito delle mie proposte e strategie amministrative per riconsegnare al meritato splendore la città di Messina. Se alle prossime elezioni regionali almeno il dieci per cento della popolazione avente diritto al voto scriverà De Luca, cioè 20.000 volte De Luca, allora vuol dire che io sono stato individuato quale credibile candidato a Sindaco di Messina ed il 5 novembre notte ci sarà anche una autorevole ed incontestabile asseverazione della mia candidatura definitiva a Sindaco e la consequenziale dimissione dal Parlamento Siciliano”.
Ed ai giornalisti che hanno chiesto lo stato dell’arte dell’ultimo procedimento giudiziario che riguarda De Luca, dopo gli altri 15 già chiusi a suo favore, ha risposto il professor Carlo Taormina in diretta telefonica da Roma: “Il 13 luglio la Suprema Corte di Cassazione si pronuncerà definitivamente sull’istanza di rimessione per lo spostamento dell’ultimo processo che riguarda Cateno De Luca da Messina a Reggio Calabria. Comunque, se il processo rimarrà a Messina l’ 11 settembre De Luca sarà sicuramente condannato per presunti reati, tra l’altro già prescritti, sui quali dovrà ritornarci la Suprema Corte per ristabilire ulteriormente nel Tribunale di Messina la corretta applicazione delle norme penali. Oggi siamo rimasti bloccati a Roma perché impegnati per il deposito degli ulteriori esposti che stiamo presentando al Consiglio Superiore della Magistratura, al Procuratore Generale Cassazione ed al Ministro della Giustizia per attivare l’azione ispettiva nei confronti del Tribunale di Messina e disciplinare nei confronti del Presidente del Collegio, Mario Samperi, di un altro componente del collegio, Valeria Curatolo, e al procuratore generale Vincenzo Barbaro per la totale assenza di terzietà più volte comprovata da certi collegamenti ambientali che sono emersi durante il dibattimento e che li hanno resi incompatibili con l’ultimo processo di De Luca”.
In merito agli incendi che in questi giorni circondano la città di Messina De Luca è stato molto chiaro: “I Sindaci entro il mese di aprile devono emettere ordinanza nei confronti dei proprietari dei terreni, sia essi privati che pubblici, per imporre l’immediata scerbatura e scongiurare il fenomeno di incendi sostituendosi, scaduto il termine assegnato, ai trasgressori mediante una diretta azione di pulitura con spese a carico dei proprietari dei terreni in questione. Evidentemente l’amministrazione comunale ha ritenuto di non esercitare i poteri di massima autorità locale di protezione civile che avrebbe evitato di assistere a questo scempio ed alla messa in pericolo della pubblica incolumità”.-

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