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 MARINA DI PIETRASANTA - "Il Pd è la diga contro il populismo" dice Matteo Renzi alla Versiliana. "E abbiamo fatto bene a fare una battaglia di civiltà sui vaccini ". L'applauso più forte arriva qui. Ma è sul caso Fincantieri che il segretario del Pd "scarta": nessun attacco frontale a Macron, insomma - come notano molti in platea - una linea diversa da quella che nel governo sostiene il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. "L'abbiamo sempre detto - dice Renzi che dopo il referendum avremmo attraversato un periodo più debole. Ciò che sta facendo Macron era previsto e prevedibile: sta facendo l'interesse del suo Paese, io non ho nulla contro di lui. Il punto è che in Europa occorre andarci a gomiti larghi, sulla questione migranti e non solo".

Anche Calenda, ospite a Capalbio Libri, parla di Macron. E insiste sulla controffensiva: "Martedì (domani-ndr) c'è un nuovo incontro con i francesi. Vogliamo la maggioranza nell'alleanza Fincantieri-Stx". Dal ministro un'altra stoccata a Macron: "Non è certo un campione di apertura. Fa solo gli interessi della Francia. E non è comunque un gioco d'infanzia dove mostriamo i muscoli". Renzi e Calenda, cioè due figure da molti accostate a Macron, finiscono dunque per paradosso a distinguersi nel modo di affrontare il "neo-nazionalismo" transalpino.

Davanti alla platea di Marina di Pietrasanta, l'ex premier torna anche sul caso Consip: "In questa vicenda la Procura di Roma sospetta che vi sia la manomissione di prove che riguardano l'allora Premier. Il punto - sostiene il segretario del Pd - è che se c'è manomissione è atto eversivo. E non suoni come polemica:hanno lasciato più tracce di Pollicino...".

Neanche una parola invece sulla legge elettorale: inutile discuterne - è quello che pensa da giorni - si fa solo se tutti sono d'accordo e questa non sembra essere la situazione. A chi paventa il rischio di una grosse koalition dei populisti, di un asse 5 Stelle-Lega teoricamente possibile col proporzionale, Renzi oppone l'ostentazione di un orgoglio dem che deve essere recuperato: "Noi siamo quelli che le cose le fanno e le hanno fatte. Abbiamo visto invece cosa accade nelle città governate dai 5 stelle. Leggo sui giornali che consiglieri comunali segnalano aziende fornitrici all'Atac. Questi credono alle scie chimiche, propongono il Venezuela come garante degli accordi con la Libia. Voi pensate che chi non riesce a organizzare un concerto, un morto e 1500 feriti, possa governare il Paese?".

C'è una platea di 600 persone ad ascoltare Renzi, qui nella Versilia per metà in mano al centrodestra. Intervistato dal direttore de La Stampa Maurizio Molinari, l'ex premier parla per lunghi tratti dei passi del suo libro "Avanti" e ormai progetta il giro d'Italia in treno a settembre, su un treno che il Pd noleggerà dalle Fs. Quanto ai rapporti nel centrosinistra, "noi dobbiamo occuparci di noi, auguri a chi se ne è andato ". "Il Pd è
l'unica vera grande occasione della sinistra in Europa di vincere. A tutti quelli che si lamentano dentro il Pd dico: fuori non c'è la rivoluzione socialista, o c'è Grillo o un centrodestra che Berlusconi deve decidere se sarà una destra europea o populista".
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