giovedì 6 luglio 2017

Carri armati al Brennero.

E l'Inps chiede più migranti

Questo è davvero un Paese di pazzi. Nelle stesse ore in cui Gentiloni e Minniti girano l'Europa implorando aiuti perché non ce la facciamo più un professorino bocconiano salottiero e alto funzionario dello Stato (quale Boeri è) dice esattamente l'opposto.

Dopo Macron, un altro «moderato convinto europeista» chiude le porte del suo Paese agli immigrati.



Parliamo del presidente austriaco, il verde Van Der Bellen, la cui recente elezione, a scapito del rivale populista, fu accolta con entusiasmo dalle sinistre di mezzo mondo che vedevano in lui un viatico alle politiche dell'accoglienza indiscriminata. Ieri, contraddicendo le promesse elettorali e in violazione unilaterale dei trattati, il presidente ha annunciato di voler schierare i mezzi blindati al Brennero per bloccare il flusso di disperati proveniente dall'Italia. Il risultato è che l'Italia è rimasta chiusa nella tenaglia dei confinanti Paesi «progressisti» (Francia e Austria) che gli immigrati li vogliono, ma non in casa loro.
Ovviamente l'unico democratico che ancora spinge per lasciare aperte le porte lo abbiamo noi in Italia. Si chiama Tito Boeri, di mestiere fa il presidente dell'Inps e ieri, presentando gli sgangherati conti della previdenza, ha messo in guardia dal chiudere le nostre frontiere e i nostri porti. Bloccare il flusso migratorio ha detto provocherebbe nei prossimi 22 anni un buco nelle casse dell'Inps di 38 miliardi. Quindi, secondo lui, avanti così: dentro tutti e le pensioni saranno salve grazie a nuovi lavoratori stranieri.
Questo è davvero un Paese di pazzi. Nelle stesse ore in cui Gentiloni e Minniti girano l'Europa implorando aiuti perché non ce la facciamo più, mentre il governo minaccia (purtroppo senza farlo) di chiudere i porti, un professorino bocconiano salottiero e alto funzionario dello Stato (quale Boeri è) dice esattamente l'opposto. Sai come se la ridono i Macron e i Van Der Bellen?
Tito Boeri è una Boldrini senza gonna, cioè una persona malata di egocentrismo e quindi pericolosa.
Al netto del cortocircuito logico, politico e mediatico, Boeri la spara grossa per due motivi. Primo: 38 miliardi sarebbe la perdita di entrate contributive se i lavori fatti nei prossimi 22 anni da immigrati sparissero in loro assenza, il che non sta in piedi dal punto di vista logico in un Paese con la disoccupazione domestica all'11 per cento (37 per cento quella giovanile). Secondo: l'accoglienza, a questi ritmi, ci costa almeno 4 miliardi all'anno che, moltiplicato per 22, fa 88 miliardi di spese (ben più del doppio, nello stesso periodo, del presunto ammanco). Conclusione: Tito Boeri è un incosciente che fa terrorismo politico e prima sarà rimosso dall'Inps meglio sarà. Dopo lui e Mario Monti, Dio scampi e liberi questo Paese dai bocconiani chic in politica.-

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