martedì 4 luglio 2017

CAPITALE MESSINA –

Sistema rifiuti, nessuna

soluzione all’orizzonte.



            



“Non vi sono soluzioni all’orizzonte. Non sarà il cambio del nome della società, mantenendone i vizi originari, a risolvere la crisi del sistema rifiuti a Messina. Bisognerebbe riportare indietro l’orologio al 2010, al bando di gara europeo”. Documento di CapitaleMessina a firma di Paolo Bitto.

“… la strategia volontariamente dilatoria ed ostativa delle procedure di gara indette da ATO ME 3, posta in essere da Messinambiente, è qualificabile come abuso di natura escludente, in quanto idonea ad ostacolare lo svolgimento corretto di procedure ad evidenza pubblica per l’affidamento del servizio di igiene urbana, nonché ad alterarne le dinamiche competitive, pregiudicando la partecipazione degli altri concorrenti …. omettendo tra l’altro di trasmettere le informazioni relative al personale che vanta un diritto al reintegro o ha, comunque, un contenzioso in corso con la società….. Al fine di valutare la gravità dell’infrazione, rileva altresì la circostanza che Messinambiente è fin dal 1999 monopolista legale …”.
Queste sono alcune delle motivazioni con le quali l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) il 14 marzo 2012, condanna la Società Messinambiente al pagamento della sanzione di euro 52.000 per abuso di posizione dominante nel settore dei rifiuti. La gara alla quale si fa riferimento è il bando Europeo predisposto nel 2010, dalla società ATO ME 3, per l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani ed assimilati nel territorio del Comune di Messina per il periodo 01/01/2011 – 31/12/2015 (cinque anni) per l’importo annuo – soggetto al ribasso d’asta – di euro 23.801.387,47.
La Società Messinambiente si oppose strenuamente e pervicacemente al bando di gara, ricorrendo anche al TAR ed al CGA, con la pretesa, cassata in entrambi i gradi di giudizio, di proseguire il servizio fino al 2025. Come riferisce l’Antitrust, al bando manifestarono interesse alcune aziende, di cui una straniera. Ma a seguito dei comportamenti omissivi della società Messinambiente, soprattutto relativamente alle notizie sul personale, nessuna azienda presentò l’offerta.
Qualcuno si chiederà: cosa ci azzecca la superiore premessa con i fatti di oggi? Ci azzecca, eccome.
Perché è chiaro a chiunque che l’attuale amministrazione comunale, in assoluta continuità con le precedenti, ha incancrenito le disfunzioni, alimentato l’inefficienza e mantenuto le condizioni che hanno portato alla situazione odierna.
La promessa prospettata alla città ed ai dipendenti del settore rifiuti, che la costituzione della nuova società potrà essere sufficiente a superare e risolvere le molteplici criticità del settore è illusoria. Società, la Messinaservizi, guidata dall’ennesimo docente universitario, privo, oltretutto, dei requisiti richiesti dallo statuto sociale, che prevede all’art. 17 che i membri del consiglio d’amministrazione siano… “scelti tra persone che abbiano competenza tecnica, professionale, gestionale o amministrativa, per le funzioni disimpegnate presso enti, aziende pubbliche o private”, mentre il curriculum del professore non riporta alcuna esperienza di gestione o amministrazione in aziende pubbliche o private.
Ed ė vano sperare che possa essere la nomina di un direttore generale per quanto competente, restando immutata la struttura tecnico organizzativa dell’azienda, a risolvere i problemi del settore rifiuti. Purtroppo per la città, dal primo luglio 2017 nulla è cambiato, perché nulla poteva cambiare e nulla cambierà!
E davanti alla drammatica situazione in cui versa la città, invasa da rifiuti, blatte e topi, è ancora più intollerabile l’atteggiamento di Accorinti, che anziché fronteggiare la crisi, preferisce esibirsi nell’ennesimo show di autopromozione.
Ma non è il Sindaco l’unico responsabile dell’attuale disastro: è corresponsabile l’intera Giunta Comunale, che rispetto a scelte strategiche condizionate da pregiudizi ideologici, non ha suggerito alcuna riflessione, arroccata da sempre su posizioni impermeabili al confronto dialettico; i consiglieri comunali, che non hanno avuto la capacità di imporre un percorso diverso rispetto alla ipotesi di gestione in house; i sindacati, che fin dal 2010 si sono opposti alla gara per l’espletamento del servizio, inducendo i dipendenti a “tifare” per la soluzione che alla fine troverà anche loro perdenti.
Oggi è indispensabile un cambio netto di rotta, avendo il coraggio di interloquire in modo consapevole e risoluto con i sindacati. Quanto tempo ancora si può pensare infatti, di pagare il doppio dei dipendenti necessari secondo lo standard nazionale, e con le tariffe più alte in assoluto, con i risultati che sono sotto gli occhi ed il naso di tutti? Anche noi siamo per il mantenimento integrale dei posti di lavoro, ma pretendiamo un servizio efficiente e, chi non fa il proprio dovere, deve comprendere che oggi non è più consentito. All’assessore, che ha sostanzialmente gettato la spugna dichiarando “abbiamo superato la capacità dell’azienda di poter fare fronte alle situazioni di crisi”, vorremmo replicare che in questi anni non si è mai stati nelle condizioni di gestire neanche l’ordinaria amministrazione.
La soluzione? È all’inizio dell’intervento: si dovrebbe riprendere immediatamente l’iter della gara Europea. Le condizioni tecniche e strutturali di chi ha gestito il servizio (Messinambiente) e di chi lo gestirà (Messinaservizi Bene Comune) non danno garanzie di efficienza e sostenibilità economica. Per il personale in esubero si dovranno trovare soluzioni interne, come per esempio il transito nelle aziende partecipate dal comune .
Ma consapevoli che l’attuale Amministrazione è culturalmente inadeguata ad una scelta del genere, non ci resta che turarci il naso e confidare nella prossima. -

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