domenica 4 giugno 2017

Terrore a Londra. Attacco

a London Bridge: 7 morti, 21

feriti gravi. Perquisita casa

killer, è caccia ai complici.


Sangue in Inghilterra, paura sul voto del Regno Unito. Khan: "Terroristi odiano la democrazia".




Terrore nel centro di Londra nel nome di "Allah" e sangue sulle elezioni in Gran Bretagna, a soli 4 giorni dal voto dell'8 giugno. Un duplice attacco e' stato condotto nella notte tra sabato e domenica nel cuore della capitale del Regno: dapprima su London Bridge, ponte simbolo della citta', dove un pulmino ha investito diversi pedoni e ne sono poi usciti tre aggressori che hanno accoltellato altri passanti; quindi nella zona di Borough Market, dove lo stesso commando ha continuato la sua azione di morte prima di cadere sotto i colpi della polizia. Il bilancio è di 7 morti (oltre ai tre terroristi). 36 i feriti, ventuno versano "in condizioni critiche", tra i quali un poliziotto, ha detto il capo di Scotland Yard Police Mark Rowley. Serve tempo per identificare le vittime nell'attacco di Londra perché alcune sono straniere, ha aggiunto Rowley. Il sottosegretario agli esteri Enzo Amendola è tornato a ribadire che, al momento, non ci sono italiani tra le vittime dell'attentato. Tra le sette vittime un francese e un canadese.
Continua intanto senza sosta il lavoro di intelligence. La polizia ha compiuto un raid a East Ham, dopo quello a Barking, concluso con 12 arresti. E' qui che gli agenti hanno trovato l'appartamento di uno dei terroristi, un uomo dai tratti mediorientali, sposato e con dei figli. Ed è qui che, secondo le testimonianze di un vicino, uno dei killer è stato espulso dalla moschea locale. "Lui non voleva andarsene - ha detto - e fu mandato via con la forza". Iniziano a delinearsi anche i particolari di quegli otto minuti di terrore trascorsi dall'inizio dell'assalto al London Bridge all'uccisione dei tre terroristi. Per bloccarli, ha spiegato Rowley, sono stati sparati 50 colpi da otto agenti, uno dei quali è finito contro un passante che però non è in pericolo di vita.
La polizia ora non esclude che i tre terroristi abbiano avuto complici esterni al commando tuttora da individuare. Dopo il duro discorso pronunciato in mattinata ("Quando è troppo è troppo - ha detto - le cose devono cambiare"), Theresa May è andata a trovare i feriti in ospedale, mentre la Regina ha "pregato per le vittime" dell'attacco. (ANSA)

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