sabato 17 giugno 2017

TEMPOSTRETTO: VERSO LE REGIONALI.


Crocetta: Non mi ricandido. Se il candidato

sarà Grasso avrà il mio sostegno.




Il Pd si riunisce lunedì, oggi tocca agli alfaniani. Nel frattempo il governatore smorza i toni, chiarisce il senso della richiesta di dimissioni di Pistorio e conclude: "non sono interessato a nessuna poltrona. Se il candidato dovesse essere il Presidente del Senato avrà il mio appoggio".


Sabato, 17. Giugno 2017 - 12:32
Scritto da: Rosaria Brancato
Pubblicato da www.tempostretto.it

Dopo l’addio dei Centristi al governo Crocetta (anche se Carmencita Mangano, ultima arrivata alla corte del governatore ha scritto una lettera per annunciare che non si dimetterà), è crisi di governo e la campagna elettorale entra nel vivo. Lunedì pomeriggio si riunisce il Pd mentre oggi saranno gli alfaniani a valutare la situazione.
In attesa di decisioni ufficiali Crocetta rompe gli indugi con una lunga dichiarazione dalla quale si evince che non tenterà una ricandidatura e che se la coalizione dovesse puntare sul Presidente del Senato lui sarebbe il principale sostenitore.
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“Secondo indiscrezioni giornalistiche- scrive Crocetta- la mia richiesta di dimissioni dell'assessore Pistorio, sarebbe una mia mossa finalizzata a ostacolare la candidatura di Piero Grasso. Già 5 anni fa quando si profilava la candidatura di Grasso io dissi a Piero che ero disponibile fin da allora a ritirare la mia, per sostenere la sua. Fu Grasso 5 anni fa a declinare l'invito dicendo "avete già Crocetta". Se il candidato dovesse essere Grasso, sarò il suo primo e leale sostenitore poichè una presidenza Grasso, sarebbe in linea con la mia visione politica”.
Il governatore ribadisce poi che dietro la richiesta di dimissioni dell’assessore Pistorio (leggi qui l’articolo) non c’era alcun disegno ma “la legittima richiesta di un presidente che non può più fidarsi di un collaboratore, che ha una visione culturale e politica antitetica a quella del presidente su questioni che attengono la difesa di diritti inviolabili delle minoranze. Da quelle intercettazioni viene fuori una rappresentazione di me che non corrisponde alla realtà poiché ho sempre custodito gelosamente la mia vita privata. In nessun caso, i lunghi anni di amministrazione pubblica, sono stati influenzati dalle mie scelte di vita privata. Ciò che mi ha offeso è che un mio delegato potesse pensare persino che una scelta pubblica del presidente, potesse essere influenzata da motivazioni effimere quanto inesistenti. Tutto ciò compromette il rapporto di collaborazione. Mi sono chiesto come avremmo potuto io e Giovanni Pistorio continuare a collaborare, ritrovarci in giunta, col pensiero che la persona pensasse di me quelle cose. Ma non solo di me, ma che avesse quell'idea della vita e quei pregiudizi su quelle minoranze per le quali mi sono battuto e continuo a battermi. Andiamo alla vicenda politica. Non ho mai chiesto ai centristi di lasciare il governo e a nessuno degli alleati ho mai detto che la condizione per rimanere al governo, fosse la mia ricandidatura. Ho sempre ritenuto che la coalizione dovesse, dopo le amministrative di Palermo, cominciare a discutere della nuova candidatura unitaria del presidente della Regione e ho sempre rassicurato gli alleati a partire dal segretario del PD Raciti, che non ci sarebbe stata da parte mia una sorta di verifica di fedeltà a Rosario Crocetta, per continuare l'esperienza di governo. Già da diversi mesi i centristi di D'Alia hanno più volte manifestato l'idea di non volermi sostenere alle prossime elezioni e persino di rivendicare una loro candidatura. Lo hanno fatto anche altri alleati della coalizione e persino del Pd. A nessuno di loro ho chiesto una dichiarazione di fedeltà. Ho sempre dato la mia disponibilità a discutere affinchè si arrivasse a una candidatura unitaria, ritenendo però legittimo che il presidente uscente potesse rivendicare il diritto a proporre anche la propria candidatura, per il grande lavoro svolto in questi anni. L'uscita dei centristi dal governo non è una presa di distanza nei miei confronti ma un volere tenere le mani libere rispetto al Pd e alla coalizione di centro sinistra, come dire o il prossimo presidente è espressione dei centristi, oppure non si fa nulla. Ho grande rispetto delle posizioni di tutti, ma mi dispiacerebbe molto se la responsabilità dell'uscita di una componente della coalizione venisse addebitata a me. Ho lavorato per la stabilità, accettato rimpasti non necessari per amore della collaborazione con le forze alleate, ho fatto mediazioni politiche, ma nessuno questa volta può chiedermi mediazioni perchè è in gioco la dignità delle persone. La dignità non è negoziabile e non può essere tema di trattative. Fino all'ultimo giorno io lavorerò per portare avanti il programma di governo per i disabili, per i poveri, il patto per lo sviluppo e la programmazione europea. Non sono interessato nè a poltrone nè a trattative personalistiche sul mio futuro. Ho sempre svolto l'attività politica per perseguire interessi collettivi e non per avere una poltrona".
Tra le righe si leggono diversi messaggi: Crocetta non si ricandiderà ed è pronto a convergere sul nome di Piero Grasso, nome che, dal giorno in cui Enzo Bianco lo ha messo in campo è risultato l’unico possibile per far convergere le diverse anime di una coalizione che traballa. -
Rosaria Brancato

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