giovedì 1 giugno 2017

Slitta a martedì la legge

elettorale in Aula.

Alfano: "Accettiamo

sfida 5%, collaborazione

col Pd è finita".

Ieri le proteste dei 'piccoli' per il timing troppo

stretto sul provvedimento.




"Noi continueremo a sostenere il governo Gentiloni e non faremo ostruzionismo sulla legge elettorale. Accettiamo la sfida del 5% e non presenteremo emendamenti per abbassarla". Lo afferma il leader di Ap Angelino Alfano dopo la Direzione del partito.
"La mia collaborazione con il Pd è conclusa", aggiunge Alfano che spiega: "La soglia del 5% sarà "la scintilla per organizzare una rappresentanza di liberali e popolari che tutti i sondaggi dicono possa superare il 10%". Incarico a Maurizio Lupi a fare da ambasciatore con gli altri soggetti centristi.
M5S: "Accordo non scontato" - "L' accordo sulla legge elettorale non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in Commissione perchè l' emendamento Fiano crea delle nuove problematiche". Così il deputato di M5S e presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai Roberto Fico, parlando con i giornalisti a Napoli. "Se i problemi saranno risolti, bene - ha aggiunto Fico - diversamente continueremo a riunire il gruppo parlamentare, che ieri ha lavorato fino a mezzanotte, per valutare il da farsi, ma non c'è niente di scontato".
Slitta a martedì 6 giugno l'approdo in Aula della legge elettorale. A comunicare l'accordo intercorso tra i gruppi - secondo quanto apprende l'Ansa - è stata la presidente della Camera Laura Boldrini al presidente della commissione Affari costituzionali Andrea Mazziotti. Ciò spiega la convocazione da parte di quest'ultimo dell'Ufficio di presidenza della Commissione per ridefinire i tempi dei lavori alla luce dello slittamento.
Ieri in commissione, dopo la presentazione del maxi-emendamento da parte del relatore del provvedimento, Emanuele Fiano, ci sono state proteste da parte dei 'piccoli' per i tempi ristretti d'esame del provvedimento. (ANSA)

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