domenica 18 giugno 2017

Romano Prodi celebra la fine

del Ramadan: "Abbiamo

un avvenire in comune".


La comunità islamica bolognese ha invitato a partecipare anche il sindaco Virginio Merola, l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell'Università Francesco Ubertini.



Anche l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha preso parte ieri sera a Bologna all'iftar, il pasto di rottura del digiuno nel corso del Ramadan, al quale la comunità islamica cittadina ha invitato istituzioni e cittadini.



Una lunga tavolata in via Torleone, dietro le Due Torri, a unire non solo le storiche vie di Strada Maggiore e San Vitale, ma anche i musulmani di Bologna con le istituzioni e i cittadini. Per la prima volta nel capoluogo la comunità islamica celebra l'iftar, il pasto di rottura del digiuno nel mese sacro del Ramadan, in un luogo diverso dal centro di preghiera di via Pallavicini, e lo fa invitando a partecipare il sindaco Virginio Merola, l'arcivescovo Matteo Maria Zuppi, il questore Ignazio Coccia, il prefetto Matteo Piantedosi, il rettore dell'Università Francesco Ubertini e tutta la cittadinanza.
All'iftar ha preso parte anche Romano Prodi. Un'apertura particolarmente gradita, visto anche il periodo di allerta e preoccupazione diffusa a causa del terrorismo. "Oggi siamo tutti qui - ha detto l'ex premier - e siamo tutti italiani, abbiamo un avvenire in comune, comportiamoci in modo da costruirlo bene". "È bello che le nostre strade si chiudano per aprirsi agli altri - ha dichiarato il sindaco Virginio Merola - ne abbiamo bisogno come Paese e come europei. Dobbiamo continuare a saper costruire insieme".
"Senza ponti non si vive - ha detto l'arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi - se ci si conosce l'estremismo cala, per combatterlo dobbiamo continuare a costruire ponti e creare legami di rispetto e amicizia". "Rompiamo il digiuno assieme ai bolognesi, donne, uomini e amici - spiega il coordinatore della comunità islamica di Bologna, Yassine Lafram - per noi il Ramadan è autodisciplina, una scuola che ci insegna anche amicizia e convivenza. Servono più momenti comunitari, con Zuppi abbiamo fatto passi avanti, speriamo di continuare". -

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