martedì 20 giugno 2017

PATTI: OPERAZIONE "LINEA D'ADDIO 2".


Tutti i dettagli sulla violenta banda di rapinatori

arrestati dalla Polizia di Patti.





Si sono resi protagonisti di incursioni in abitazioni tra ottobre e dicembre scorsi. I poliziotti del Commissariato di Patti hanno chiuso il cerchio su una banda composta da otto persone che, senza scrupoli e attraverso violente scorribande, hanno messo a segno una serie di colpi, prendendo di mira prevalentemente ville isolate del messinese e palermitano, spesso incutendo terrore negli abitanti.

GLI ARRESTATI – All’alba di stamani, i poliziotti di Patti, con la collaborazione dei colleghi del Commissariato di Termini Imerese e del posto fisso di Tortorici, hanno eseguito le misure cautelari emesse dal Gip Andrea La Spada su richiesta del sostituto procuratore, Giorgia Orlando.
In carcere sono finiti Gianluca Terrana, 31 anni, di Termini Imerese; Angelo Incardona, 30 anni di Campofelice di Roccella; Giuseppe Augetto, 30 anni; Francesco Lamia, 29 anni; Antonino La Bua, 28 anni, tutti di Termini Imerese. E i rumeni Robert Constantin Aioani, 22 anni e Iulian Giorgian Hatos, 23 anni.
Ai domiciliari, invece, Franco Galati Rando, 48 anni, di Tortorici.

ANZIANI NEL TERRORE – A seguito di una prima fase di indagine, scattata dopo una violenta rapina ai danni di due anziani coniugi di Ucria, i poliziotti riuscirono a bloccare i criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità per quel reato e per altri furti in abitazione messi a segno a Termini Imerese e Sant’Agata Militello. Particolarmente violenta fu la rapina ai danni della coppia di anziani ucriesi, sorpresi nel sonno nell’ottobre 2016. I malviventi, incappucciati e armati di coltello e mannaia, li hanno derubati di tutto ciò che di valore possedevano, tenendoli sotto sequestro mentre raggiungevano e razziavano una seconda abitazione, situata a Capo d’Orlando.

LE INDAGINI – L’attività investigativa permise subito di individuare un gruppo di soggetti, impegnati assiduamente nel procacciamento di profitti illeciti. Inoltre, delineò i contorni di un sodalizio criminoso ben organizzato, ritenuto responsabile anche di una serie di fatti nuovi, commessi anche con violenza diretta alle vittime. Le indagini si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche, la disamina di tabulati e l’analisi dei supporti telefonici sequestrati ai soggetti colpiti dalla prima ordinanza di misure cautelari.

WATHSAPP – Nel mirino degli inquirenti anche messaggi vocali, conversazioni istantanee in chat e foto scambiate su Wathsapp che avrebbero fatto emergere i saldi legami tra gli associati.

MODUS OPERANDI – La banda agiva attraverso un collaudato sistema che partiva dalla condivisione dei luoghi e delle abitazioni da colpire, seguita da sopralluoghi e dalla successiva commissione degli illeciti. Un vero e proprio copione con una specifica ripartizione dei ruoli. Le posizioni degli indagati, secondo gli investigatori, sono infatti marcatamente distinte e precise.

GIANLUCA TERRANA – A Terrana gli investigatori attribuiscono un ruolo carismatico e di promotore e organizzatore delle attività illecite della banda. Svolge una funzione di pianificazione e preparazione dei colpi da eseguire, tenendo i contatti con i basisti per acquisire informazioni sugli obiettivi, effettuando sopralluoghi e percorsi. Generalmente, secondo le risultanze investigative, rimaneva fuori dalle abitazioni a coordinare le attività criminali dei complici e impartendo ordini per poi recuperare i suoi uomini al momento della fuga. Pare decidesse anche l’abbigliamento da indossare. Le sue disposizioni giungevano attraverso un linguaggio metaforico collaudato (chiamando le azioni criminose, ad esempio, “campionato di calcetto” o “operazioni” durante la fase operativa). Per gli inquirenti, la sua spavalderia si evince anche dalle foto che lo stesso Terrana si scattava, ritraendosi nell’atto di ostentare un notevole quantitativo di banconote di grosso taglio, provento di una delle tante incursioni.

LA BUA, LAMIA, AUGETTO – Antonino La Bua, Francesco Lamia e Giuseppe Augetto sono ritenuti collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, al quale partecipavano fattivamente, conseguendone parte dei proventi. Rappresentano, secondo le indagini, i fedeli collaboratori di Terrana, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi. Avrebbero messo a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, i sopralluoghi e l’esecuzione.

ANGELO INCARDONA – E’ ritenuto una preziosa fonte di informazioni su selezionati obiettivi. Informazioni messe a disposizione del gruppo dietro un corrispettivo, interloquendo principalmente con Terrana. Per gli investigatori ha partecipato personalmente a qualche colpo, intervenendo direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei sodali.

FRANCO GALATI RANDO – Altra figura di basista, fonte di cui la banda si è avvalsa per la selezione di obiettivi per le attività criminali da compiere nel messinese e, specificatamente, nel territorio nebroideo.

I DUE STRANIERI – I rumeni Robert Constantin AIOANI e Iulian Georgian HATOS costituiscono manifestamente la pericolosa manovalanza, grazie alle loro attitudini e abilità fisiche. Il sodalizio li utilizza secondo le esigenze, governandone i movimenti e conducendoli sui luoghi dei colpi per poi recuperarli a conclusione delle operazioni o in caso di fuga.

I FURTI – L’intensa attività d’indagine ha permesso di portare alla luce la pericolosità del gruppo anche riguardo ad altre scorribande. Tre furti in abitazione sono stati consumati a Lascari nella notte tra il 2 e il 3 dicembre scorsi, un altro a Campofelice di Roccella nella notte del 14 dicembre. Qui emergono chiare le modalità sistematiche della banda.

TENTATA RAPINA A TRE DONNE ANZIANE – La sera del 10 dicembre scorso, il gruppo entrava in azione nell’abitazione occupata da tre donne anziane in una zona di campagna di Termini Imerese. Tutti armati di pistole e travisati di passamontagna scuri, guanti e sciarpe, i malviventi facevano irruzione, intimando alle anziane di entrare nella stanza accanto. La riluttanza di una di loro, colta da malore, scatenava la violenza dei criminali che schiaffeggiavano le malcapitate, scaraventandole per terra. Le urla delle donne attiravano l’attenzione dei parenti che intervenivano prontamente, subendo anche loro violente percosse. L’azione criminale fu comunque interrotta. -

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