La storia di Angelo Niceta diventa ufficialmente un “caso” politico. Oggi alle 16,30 il testimone di giustizia – al sedicesimo giorno di sciopero della fame – che sta raccontando parecchi retroscena legati al gotha di Cosa nostra, a cominciare da Matteo Messina Denaro, verrà ricevuto a Palazzo delle Aquile, sede del Comune di Palermo, dal sindaco Leoluca Orlando. È uno dei risultati concreti – dopo la petizione che in pochi giorni ha superato le oltre 1200 firme – raggiunti dal Comitato dei cittadini costituitosi per sostenere Niceta. Il testimone, due giorni fa, ha deciso di scrivere una lettera – dove ha raccontato la sua storia – al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Senato Pietro Grasso (vedi articolo a parte),
Il sindaco Orlando – si legge nella nota del Comitato – ha accettato di anticipare l’appuntamento per oggi venerdì 16 giugno, anziché il 20, visti i motivi di salute del testimone. L’incontro si svolgerà alle 16,30 e parteciperà anche l’avvocato Rosalba Vitale, legale di Niceta. Nell’invitare i giornalisti e i cittadini, “vista l’importanza dell’appuntamento”, il Comitato così prosegue: Angelo Niceta ha intrapreso lo sciopero della fame per chiedere che siano rispettate le regole”. Due giorni fa, il testimone si era recato con il suo legale presso la Prefettura di Palermo, dove era stato fissato un incontro con il Prefetto. “L’interlocuzione – si legge – si è svolta prevalentemente con il Capo di gabinetto, dott. Masotto, cui è stata esposta ancora una volta la grave situazione ed è stato richiesto di attuare tutte le misure necessarie e a carattere di urgenza del caso”.
“Il delegato del Prefetto – scrive ancora il Comitato – ha risposto che aveva la necessità di esaminare ulteriormente la situazione e si è impegnato a fornire una risposta entro ieri”.
E ancora: “Lascia comunque fortemente perplessi questa protratta assenza di risposte da parte delle istituzioni, rispetto ad una situazione ampiamente nota e perdurante ormai da molti mesi”.
Ma vediamo, in sintesi, perché questa mobilitazione per Angelo Niceta.
“Angelo Niceta – scrive il Comitato – è il Testimone di Giustizia che sta raccontando alla magistratura gli affari e le collusioni della mafia siciliana, chiamando in causa, tra l’altro, la famiglia Guttadauro e Matteo Messina Denaro”.
“Nonostante l’importanza oggettiva delle sue dichiarazioni, riconosciuta dalla Procura di Palermo, che ha richiesto per lui speciali misure di protezione, gli viene negato il ruolo di Testimone di Giustizia e perfino la scorta”.
Per queste ragioni, i cittadini che si sono schierati al fianco di Angelo, chiedono alle istituzioni competenti “di attivarsi immediatamente per Niceta”. Queste le richieste: “Il riconoscimento anche formale del suo status di Testimone di Giustizia; l’attivazione della scorta e delle altre misure di protezione a tutela sua e della sua famiglia; l’intervento del Comune di Palermo a mettere in atto le misure in suo potere per fare fronte all’attuale gravissima situazione di isolamento sociale ed indigenza economica che si è creata a causa della sua ‘scomoda’ testimonianza”.
Ancora: “Il coraggio dimostrato da Angelo Niceta e la necessità di contrastare senza cedimenti le mafie e le collusioni, richiedono una risposta immediata ed inequivocabile da parte dello Stato”. -

Sopra: Angelo Niceta (foto Meridionews)

Luciano Mirone