sabato 17 giugno 2017

OLIVERI: I DIECI COMANDAMENTI.


OTTAVO COMANDAMENTO 

C’è qualcuno, tra i tuoi conoscenti, di cui ti fidi ciecamente? Saresti disposto a mettere la mano sul fuoco sul fatto che non ti ha mai detto una bugia?

Tu ne dici spesso? Per quale motivo?

Se scopri che un tuo amico ti ha mentito, come ti comporti? Riesci a conservare la fiducia nei suoi confronti?

È sempre un bene dire la verità? Esistono situazioni in cui una piccola bugia è preferibile a una sgradevole verità? Con chi? In quali occasioni?

Gesù ha detto “sia il vostro parlare sì, sì; no, no” (Matteo 5,37), egli ha voluto seguire la Verità fino all’ultimo ed è stato crocifisso per questo. Ti sembra un “modello” attuale per il mondo d’oggi? Come verrebbe giudicato chi decidesse di seguire le sue orme?



COSA VUOL DIRE:
“NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA”?


Nel discorso della montagna, invita i discepoli ad essere sinceri: “Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt. 5,37).
– Incontra persona oneste, come Natanaele, e ne fa i complimenti: “Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: < non c’è falsità>>” (Gv. 1,47).
– Non si oppone alle false affermazioni fatte contro di lui: “Intanto i capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza contro Gesù per metterlo a morte, ma non la trovavano” (Mc. 14,55).
– Non tenta di salvarsi in extremis con false dichiarazioni davanti a giudici pagati, anche se sa che ci rimetterà la vita: “Allora tutti esclamarono: < >. Ed egli disse loro: < >” (Lc. 22,70).
“ La verità prima con noi stessi e poi con gli altri. La verità porta l’uomo verso la completezza. L’uomo è completo, quindi è nell’armonia, perciò nella gioia quando è sincero dentro il suo cuore, cioè quando ama davvero.
La vita è verità. La gioia è verità.
L’amore è verità. La verità è una necessità per la vita: non vive l’anima che tradisce se stessa, che fa menzogna a se stessa. Chi non ricerca la verità, resta nell’amarezza, cioè nel dolore e nel buio: anche se ride o sghignazza è un infelice che non smette mai di piangere.”
(A.Seghezzi, Scritti editi)
Tutta la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità.
Non è un caso che Pinocchio sia nato in Italia: ancora oggi sono parecchi i suoi ammiratori e soprattutto imitatori.
Dai giornalisti che vendono le notizie secondo il taglio imposto dal proprietario del giornale; ai politici che fanno promesse smentite dai fatti; ai pubblicitari che decantano le virtù di un prodotto tacendone i limiti; gli studenti che inventano scuse assurde per evitare l’interrogazione.
Per convenienza o per paura si ricorre facilmente alle falsità. E’ certamente più comodo e più facile rifugiarsi dietro una bugia o una mezza verità piuttosto che assumersi le proprie responsabilità. Con un grave rischio: le mezze-verità equivalgono a mezze menzogne e lavorano come i tarli. Una volta entrati nel legno, lo rosicchiano lentamente, fino ad opera conclusa.
Bugia dopo bugia si diventa persone false. E si perde la fiducia degli altri.

LETTERA DI UN GENITORE
Che avvilimento.
ieri mattina abbiamo scoperto che Claudia sono due mesi che, sistematicamente, ci prende in giro. Sono due mesi che chiama i suoi amici dal fisso di casa ai loro cellulari, quando sa benissimo che non deve farlo.
Mi fa anche male scriverne. Chiamate a tutte le ore, anche con noi in casa, di varia lunghezza, più e più volte anche alla stessa persona nella stessa giornata.
Sfido che quando il mese scorso le abbiamo tolto il cellulare per una settimana era così serena. E’ matura, pensavo io, guarda com’è cresciuta, come prende bene la cosa. Ma che… Chiamava dal fisso di casa.
Non avevo voluto bloccarlo, perché mi fidavo. Anche quando ho visto il tabulato, non ci potevo credere, e ho confrontato i numeri, perché volevo disperatamente che fossero telefonate nostre, fatte per errore dal fisso, invece che dai cellulari come in genere facciamo. No. TUTTE sue.
Sto malissimo…
Le abbiamo parlato, prima sull’onda della collera, poi di nuovo, da calmi, e poi di nuovo ancora, sempre più calmi. Sembra capire, certo, ma quello che le brucia è la punizione, non il fatto che io le dica che non le credo più.
Piange perché non farà il suo saggio di danza, quest’anno, e anzi non farà danza in assoluto, perché tanto alla scuola preparano il saggio. Ma il fatto che mio marito sia così addolorato da non riuscire a parlarci non la tocca proprio. Lui, che è sempre stato il suo principale sostenitore, è ferito anche più di me.
Io, in fondo, l’ho sempre saputo. E’ da quando era piccola che è bugiarda e imbroglia. Certo, da piccoli è un gioco, poi diventa “dimostrazione di fantasia”. Ora cos’è? Eppure fiducia gliene abbiamo data, e tanta.
Stasera mi sono riletta le pagine di “Adolescenti terribili” dedicate alle bugie e a quando vengono scoperte.
Il mio comportamento è da manuale. Sono decisa, ma affettuosa (e quant’è difficile dimostrare amore, quando non hai più fiducia…). La reazione è dura, l’abbiamo colpita in qualcosa a cui tiene perché deve capire quanto per noi è importante. Ma una vocina mi dice che è tutto inutile.
E io mi sento male, e ho le lacrime giusto giusto dietro agli occhi, pronte a venire giù. E non certo per il saggio di danza..…


• Cosa ti senti di dire a Laura?
• E’ un problema di tutti i genitori?
• Esistono bugie buone e/o cattive?


PREGHIAMO: VERO O FINTO 


Non so come mai, Signore, ma intorno a me c’è tanta finzione.
C’è chi mi chiama “amico/a” e sparisce, chi mi definisce “bravo/a” e sparla, e chi mi sussurra “simpatico/a” e trova in me mille difetti.
C’è gente che fa di tutto pur di apparire, per essere diversa e “più” degli altri.
Signore, aiutami a non apparire soltanto ma ad “essere” veramente di “più”, “più vero/a: perché conosco il dolore che si prova quando mi offendono; “più” forte: quando mentendo uccidono la fiducia che ho dentro.
Fammi essere “più” amico/a uno/a che si fa trovare quando lo chiamano, “più” figlio/a in casa quando non c’è solo da prendere, ma anche da donare presenza e tempo; “più” attento/a al gruppo quando gli altri inventano scuse per defilarsi.
Fammi “più” vero/a anche con te, poiché questa preghiera non sia solo finzione. -

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