lunedì 19 giugno 2017

Messina Servizi, Fiadel:

“Dipendenti strumentalizzati

nessuno rischia il posto

di lavoro”.




La telenovela dell’affidamento del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti rappresenta la definitiva consacrazione del pressapochismo e dell’improvvisazione di chi, in questo momento, ha in mano i destini della città (Amministrazione e Consiglio, tanto per esser chiari !)”. Non usano mezzi termini Ferdinando Vento e Pietro Fotia del sindacato Fiadel, per descrivere l’attuale situazione dell’affidamento della gestione dei rifiuti a Messina. Ma i due sindacalisti ritengono che in questa situazione di confusione ci sia il “malcelato tentativo di strumentalizzare i lavoratori , vero anello debole della catena, per forzare una decisione in un senso o nell’altro”.
Per la Fiadel i lavoratori appaiono come una testa d’ariete per fare breccia in quella che sarebbe stata la strada maestra tracciata al “Tavolo tecnico permanente” istituito presso la Direzione Territoriale del Lavoro: il transito dei lavoratori alla SRR Messina Area Metropolitana ed il successivo distacco alla società cui verrà affidato il servizio.
“Il Comune di Messina proseguono i due sindacalisti- ha voluto seguire una strada diversa con la costituzione della nuova società: se tale strada dovesse fallire la responsabilità sarebbe da addossare in parti esattamente uguali fra l’Amministrazione Accorinti ed il Consiglio, reo quest’ultimo di non aver espresso chiaramente la propria posizione già in sede di costituzione della società stessa”.
E sulla strumentalizzazione dei lavoratori la Fiadel non ha dubbi: “Una cosa è certa, il primo luglio la SRR Messina Area Metropolitana, che a quel punto avrà in carico i lavoratori che già in quel momento faranno formalmente parte del proprio organico, dovrà affidare , anche con ordinanza contingibile ed urgente, il servizio ad un soggetto presso il quale i lavoratori stessi saranno distaccati. Un guazzabuglio senza pari con al centro interessi che forse stanno ben al di sopra dei lavoratori e del bene comune!”. -

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