mercoledì 14 giugno 2017

MESSINA, PARLA L'AMMINISTRATORE: NIENTE MESSINASERVIZI.


Ginatempo:

«Si profila il rischio di danno erariale».



L'amministratore unico della nuova società costituita ma mai decollata si sofferma su alcuni punti della questione, dopo la bocciatura da parte del consiglio comunale dell'affidamento dei servizi e del contratto della nuova società. Il più allarmante è quello che riguarda l'ipotesi di un danno erariale per chi ha costituito una società lasciata vuota ma che ha già dei costi.


Martedì, 13. Giugno 2017 - 18:09
Scritto da: Francesca Stornante
Pubblicato da www.tempostretto.it

E’ stato nominato amministratore unico della nuova MessinaServizi Bene Comune lo scorso 31 marzo. E’ stato scelto dal sindaco Accorinti per guidare la nuova società rifiuti che amministrazione e consiglio comunale avevano deciso di costituire con la delibera votata il 13 febbraio. Quasi subito si è reso conto che la partita da giocare sarebbe stata complicata, ma non assurda come poi si è rivelata. E per questo Beniamino Ginatempo, fino ad oggi rimasto abbastanza nell’ombra ma sempre presente per seguire da vicino le sorti di una società che doveva rappresentare il futuro e che invece rischia di non decollare mai, questa volta ha deciso di dire la sua. «L’esito della delibera sul contratto di servizio, senza la proposta di un contratto alternativo lascia sconcertati, non solo MessinaServizi Bene Comune spa, ma qualunque persona di buon senso» scrive l’amministratore che vuole concentrarsi in particolare su alcuni passaggi di questo iter tortuoso. Sicuramente il più allarmante è quello che riguarda l’aspetto finanziario e il rischio di un danno erariale: «MessinaServizi Bene Comune spa ha avuto, ha e continuerà, fino alla sua liquidazione, ad avere dei costi a carico dei contribuenti messinesi, fra cui le spese notarili, quelle di registrazione, di bollo e vidimazione dei libri sociali, nonché gli emolumenti lordi mensili per il collegio dei sindaci, i miei ed il versamento degli oneri contributivi ed assistenziali del mio stipendio, che sono a carico della società, in quanto io sono collocato in aspettativa. Tutto ciò a decorrere dal 31 marzo 2017. La bocciatura della delibera potrebbe configurarsi come un danno erariale, a carico di chi l’ha bocciata e specialmente di chi ha votato le due delibere precedenti ma non la terza». Quindi per Ginatempo il rischio di incappare adesso in un danno erariale è più che mai concreto. Ma l’analisi non si ferma qui e si concentra anche su Messinambiente: «Il Piano ARO (approvato dal consiglio giugno 2016), prevedeva l’affidamento dei servizi a società pubblica in house providing, nonché un piano finanziario e quali servizi la società pubblica avrebbe dovuto espletare ed ha ricevuto l’avallo della Regione. In ottemperanza al Piano ARO la società pubblica in house providing veniva costituita nel febbraio 2017, ed il suo statuto prevede nelle finalità quanto lo stesso Piano ARO richiede in termini di servizi da erogare. Si noti che Messinambiente, anche se non avesse i problemi finanziari attuali non può essere questa società, in quanto è una società di diritto privato, anche se ora (ma non era così alla sua costituzione) il comune di Messina è l’unico socio».
Ginatempo sottolinea che il contratto di servizio avrebbe dovuto essere un atto dovuto, da parte del consiglio, e non un caso politico. «Nei fatti tale contratto si è rivelato il cappio che il consiglio, ovvero la sua maggioranza, ha deciso di riservarsi, dopo averne approvato la costituzione, in caso di gradimento futuro della società e, forse per qualcuno, della possibilità di trasformarla nell’ennesimo carrozzone clientelare. Tale cappio è stato stretto con la bocciatura di ieri, ma il collo non è solo quello di Renato Accorinti o di Daniele Ialacqua: è quello dei messinesi tutti. Aggiungo che Messinambiente non ha mai dovuto sottoscrivere uno straccio di contratto di servizio per decine di anni, senza che questo abbia troppo scandalizzato nessuno. Bisognerebbe chiedersi perché il consiglio lo abbia fatto, e lo ha fatto dopo due mesi e mezzo dalla costituzione di Messinaservizi».
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Per Ginatempo se il problema della gestione degli oggetti abbandonati dopo il consumo diventa un argomento di lotta politica e campagna elettorale, possono cambiare le amministrazioni, sindaci assessori e consiglieri comunali, ma la spazzatura sarà sempre per la strada. E questa è un’amara considerazione che Messina conosce già a sue spese. -

Francesca Stornante

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