“L’intervento di chi mi ha preceduto dimostra che questo governo non ha più la maggioranza” secondo il capogruppo di Ala Lucio Barani. E’ ancora presto per dirlo, ma la maggioranza continua a procedere con difficoltà. Un altro segnale è arrivato in apertura di seduta: l’aula del Senato ha cominciato a lavorare in ritardo rispetto al programma perché non era in numero legale.
Tra coloro che hanno già espresso voto contrario alla fiducia i gruppi di opposizione della Lega Nord (“la manovra chiede altri sacrifici a cittadini e aziende”, secondo Silvana Comaroli) e di Federazione delle libertà, che è un nuovo gruppo di centrodestra composto da parlamentari ex del Pdl che arrivano da percorsi diversi, come Anna Cinzia Bonfrisco, Gaetano Quagliariello, Carlo Giovanardi. Voteranno no anche Ala, il gruppo GalSinistra Italiana e Movimento Cinque Stelle: “La cura, prevista dalla manovra, è sbagliata devastante e fallimentare” ha sottolineato la senatrice grillina Giovanna Mangili. “Abbiamo ricevuto un testo inemendabile – ha detto Andrea Mandelli annunciando il voto contrario di Forza Italia – E’ un provvedimento basato sull’incremento delle tasse, mentre il debito italiano continua a salire”.Confermano la fiducia invece il gruppo delle Autonomie e Alternativa Popolare: secondo l’alfaniano Marcello Gualdani le misure della manovrina servono a “rilanciare la crescita del sistema Paese”. L’ex ministro Maurizio Sacconi voterà no, in dissenso dal gruppo, mentre Giorgio Napolitano rinnova la fiducia all’esecutivo. “Il problema non è la conclusione di questa legislatura, un mese prima o un mese dopo, ma se si porterà avanti il processo delle riforme” ha affermato tra le altre cose in Aula Giorgio Tonini, a nome del Partito Democratico. -