Quasi mille pagine di rapporto per ricostruire gli affari delle “mafie classiche“. È in questo modo che si è documentato come la ‘ndrangheta sia ormai stabilmente presente in tutti i settori nevralgici del nostro Paese.
Nella relazione della Dna, però, c’è anche altro: per la prima volta, infatti, gli investigatori analizzano nel dettaglio gli affari sul suolo italiano delle mafie straniere.
Già negli anni precedenti, per la verità, gli analisti della Dna avevano dedicato alcuni paragrafi delle relazioni alle piovre extra-italiane.
Questa volta, però, le pagine utilizzate per raccontare gli affari delle mafie estere sono molto più numerose. Il motivo? Sono i numeri a rivelarlo: tra l’1 luglio del 2015 e il 30 giugno del 2016 sono stati 1.555 gli italiani accusati di associazione mafiosa, 570 gli stranieri ai quali è stato contestato lo stesso reato. Praticamente ogni quattro persone che le procure antimafia della Penisola hanno indagato per 416 bis, ce n’é almeno una non italiana. Una proporzione che cresce se si passano in rassegna le inchieste per traffico di stupefacenti: 16.170 gli italiani indagati contro 10.184 stranieri. Dati che confermano come le associazioni criminali straniere siano ormai la quarta mafia d’Italia. -