sabato 17 giugno 2017

"Lo ius soli è un pastrocchio"

Ora se ne accorge pure Grillo



Dopo anni di politiche buoniste, il comico insegue il centrodestra solo per calcoli elettorali. E sentenzia: "Ora pensiamo prima agli italiani".

Sul disegno di legge, che riforma la cittadinanza e introduce lo ius soli, il Movimento 5 Stelle conferma l'astensione. Beppe Grillo assicura che si tratta di una decisione presa "con coerenza" con quanto fatto finora.





In realtà la coerenza non è mai stato il punto forte del comico genovese. E così, dopo anni di politiche buoniste a favore degli immigrati, si butta a inseguire il centrodestra per meri calcoli elettorali. Soltanto dopo la tranvata alle elezioni comunali, scopre che la legge sullo ius soli è "un pastrocchio invotabile" e che sarebbe meglio che il governo si metta a "pensare prima agli italiani".
A Palazzo Madama l'astensione equivale a un voto negativo. E i Cinque Stelle hanno deciso di percorrere questa strada per fermare una legge che svenderebbe la cittadinanza italiana a 800mila immigrati. La posta in gioco è altissima. Perché la sinistra è disposta a tutto pur di approvarlo. Per Grillo "è vergognoso tenere il Parlamento in stallo per discutere di provvedimenti senza capo né coda, mentre non si fa nulla per dare una mano alle famiglie italiane che si trovano in grande difficoltà economica". Nell'invettiva pubblicata sul blog, parte da numeri veri e allarmanti. Secondo l'Istat, infatti, le famiglie italiane in difficoltà sono l'11,9% del totale, ovvero 7 milioni e 209mila persone che nel 2016 si sono trovate nelle condizioni di "grave deprivazione materiale". Eppure, dietro a questo denuncia giusta, ci sono i calcoli politici del Movimento 5 Stelle che, dopo la batosta alle amministrative, vira a destra per non crollare definitivamente nei consensi. "Pensiamo ai problemi delle persone - dice il comico - se chi governa facesse altrettanto oggi non saremmo qui". Ma fino a qualche mese fa erano i suoi a chiedere di ospitare più immigrati nelle città che amministrano. "I rifugiati sono nostri fratelli e sorelle - twittava, per esempio, il sindaco Virginia Raggi nel 2013 - Roma città accogliente farà la sua parte".
La giravolta sullo ius soli non è certo la prima decisa da Grillo per non affondare. I suoi si sono subito adeguati. E, una volta sguinzagliati, sono andati in giro per i giornali a spiegare perché non voteranno la legge sulla cittadinanza. "È mai possibile che prima di pensare al lavoro o a un piano per dare incentivi e sgravi alle imprese che assumono giovani, oppure a un reale sostegno per le famiglie monoreddito con figli a carico - ha tuonato Luigi Di Maio dalle colonne di Libero - il Pd pensi a far approvare lo ius soli? Dopo aver perso Alfano, Renzi cerca forse il sostegno dell'ala più a sinistra del Parlamento". Pur ammettendo che Secondo Fico, in Italia c'è un'emergenza che va "contenuta e governata" attraverso misure "di buon senso", Roberto Fico si è subito affrettato a far notare le differenze tra il M5S e la Lega Nord: "I diritti umani per noi prevalgono sopra ogni cosa". "Il M5S - ha spiegato - non parla di ruspe, il M5S non fa campagne criptofasciste, il M5S non crede che la soluzione ad ogni problema sia aggredire gli ultimi, chi ha meno chances di noi, chi vive nella difficoltà. Per il M5S nessuno deve restare indietro". "Siamo due universi diversi, caro Salvini, fattene una ragione", ha poi concluso il capogruppo grillino innalzando una barriera davanti ai venti leghisti. -

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