sabato 3 giugno 2017

Legge elettorale,

780 emendamenti.

Nel pomeriggio si vota.

L'esame in commissione.

Patto Pd-Fi-M5s alla prova.

Ieri la presa di posizione del leader M5s.




Redazione ANSA ROMA
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Sono 780 gli emendamenti che complessivamente dovranno essere votati dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera alla legge elettorale, a partire dalle 14 e 30 di oggi pomeriggio. Ai 417 già presentati si sono aggiunti 363 subemendamenti all'emendamento del relatore Emanuele Fiano. Questi numeri sono stati annunciati dal presidente della Commissione, Andrea Mazziotti, su Twitter.
Anche i partiti che hanno sottoscritto l'accordo sulla legge elettorale, e trasfuso nell'emendamento del relatore Emanuele Fiano, hanno presentato molti sub-emendamenti a questo testo. In particolare dei sub-emendamenti complessivi, 101 vengono dal Pd, 26 da Fi, 20 da M5s, nonche' 21 da Si e 2 dalla Lega. Va detto che il maggior numero (70 quelli del Pd) riguarda la perimetrazione dei collegi). Tra I contrari all'accordo, Mdp ha presentato 38 sub emendamenti, Ci 35, Ap 28, Direzione Italia 21.
E Silvio Berlusconi, in un passaggio del messaggio inviato al coordinamento cittadino di Forza Italia Giovani di Crotone, scrive: Tenetevi pronti. Se l'accordo sulla legge elettorale andrà avanti nei termini in cui l'abbiamo impostato, fra pochi mesi saremo in condizione di tornare alle urne, di mettere finalmente gli italiani in condizione di scegliere da chi vogliono essere governati, dopo quattro esecutivi che si sono succeduti senza essere stati scelti dagli elettori. Ovviamente - spiega ancora il Presidente di Forza Italia -, si tratta di una battaglia decisiva per il futuro del nostro paese, per la nostra democrazia e anche per Forza Italia. Una battaglia che il centrodestra deve vincere per governare e portare il paese fuori dalla crisi".
Dal segretario nazionale della Lega Nord, Matteo Salvini, l'appello: "Basta, faccio un appello a Renzi, a Grillo, a Berlusconi: scegliete, fate in fretta, portate in Parlamento quello che volete, noi non porremo ostacoli. Ma fate votare gli italiani!". "Le emergenze italiane - dice - sono immigrazione e disoccupazione e questi stanno a parlare di listini bloccati, scorporo e circoscrizioni. Basta! O fanno in fretta oppure ribaltiamo il tavolo".
Intanto il modello tedesco sembra tenere ma con l'impronta di Beppe Grillo. Il leader M5S, infatti, ieri in un gelido post ha bloccato il dissenso interno al Movimento blindando il patto con Pd e FI che ieri. L'intervento del garante del M5S, tuttavia, non spegne i malumori che permangono nel mondo del centrosinistra sul sistema tedesco mentre oggi in commissione Affari Costituzionali, gli orlandiani daranno battaglia per eliminare le pluri-candidature dal testo di Emanuele Fiano.
E un altro nodo che potrebbe avere appoggio da più di un partito è quello del voto disgiunto, previsto tra l'altro dal modello tedesco. Il testo Fiano, intanto, continua a non piacere ad una fetta del centrosinistra italiano. Walter Veltroni, primo segretario del Pd, ricorda la vocazione maggioritaria del partito e sottolinea come il testo Fiano non corrisponda al sistema tedesco. "Con il proporzionale si torna agli anni Ottanta", attacca Veltroni giudicando "un errore gravissimo" la prospettiva di un'intesa Pd-FI. "E' una legge elettorale peggio della Prima Repubblica, quando almeno si potevano scegliere i parlamentari. Questa volta nemmeno questo potrà essere concesso agli elettori italiani", è il durissimo commento dell'ex premier Enrico Letta mentre anche Pier Luigi Bersani parla di "tedesco truccato" e avverte: "su voto disgiunto e capilista si rischia l'incostituzionalità". Critiche che il Pd non lascia senza risposte. "Le larghe intese ci sono già state. Figlie del maggioritario", ricorda il presidente del Pd Matteo Orfini mentre Andrea Marcucci si rivolge agli ex Pd: "Bersani nel 2013 scelse di votare con porcellum. Mdp non ha titoli per parlare di nominati". (ANSA)

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