martedì 27 giugno 2017

La fronda Pd processa Renzi.

Ma lui resiste: "No coalizioni"

Il segretario dem nel mirino di Franceschini e Orlando. Scontro sulla "tenda" di Prodi. Resa dei conti dopo i ballottaggi.


La sconfitta ai ballottaggi agita e non poco le acque del Pd. Ad aprire  la resa dei conti interna sono state le parole di Romano Prodi che rispondendo a Renzi, che chiude le porte di una coalizione,  ha lasciato intendere di "voler smontare le tende",  togliendo di fatto il disturbo.




E sulle parole del "professore di Bologna" si è aperta una vera e propria faida tra i dem. Il primo ad accodarsi alle parole di Prodi è stato Dario Franceschini che ha messo nel mirino il segretario dem: "Bastano questi numeri per capire che qualcosa non ha funzionato?". "Il PD è nato per unire il campo del centrosinistra - prosegue Franceschini - non per dividerlo". E sulla stessa linea si schiera anche il ministro della Giustizia, Andrea Orlando: "Da solo il Pd non va da nessuna parte, senza il Pd non esiste il centrosinistra. Questo è il lavoro da fare tanto più dopo le ultime elezioni, perchè - ha notato - c’è un pezzo di elettorato, con cui sono stati interrotti i rapporti in modo drammatico e che va recuperato. Noi siamo qui dopo una sconfitta - ha detto il ministro che ha organizzato la manifestazione nazionale ’Coltiviamo idee in comunè - per chiedere al Pd di cambiare linea". E alle critiche della fronda dem ha risposto Renzi: "Mi si chiede spesso con chi andremo alle elezioni, con quale coalizione. La mia risposta può sembrare polemica ma non lo è: non possiamo inseguire oggi una discussione artificiale su quale sarà la coalizione che andrà alle elezioni. Abbiamo un anno di tempo. Non continuiamo il dibattito quotidiano sul partitino X o sul partitino Y - sottolinea - altrimenti violiamo la possibilità della politica di affrontare i temi reali". L’auspicio del segretario, dunque, è che la discussione si concentri sui contenuti. "Confrontiamoci sui contenuti - dice - domandiamoci per esempio se ha senso o meno l’Europa che abbiamo disegnato fino a oggi, la presenza italiana in Africa, se ha senso investire sulle periferie e la marginalità. Il futuro dell’Italia si gioca sulle idee e non sui piccoli schieramenti". Infine Renzi commenta il risultato dei ballottaggi: "È negativo". I ballottaggi, ha sottolineato, "hanno visto la sconfitta dei candidati del centrosinistra" e in particolare "le sconfitte di Genova, L’Aquila e Pistoia fanno male". "Nel complesso - ha concluso Renzi - abbiamo vinto più comuni degli altri, ma rispetto all’altra volta ne abbiamo persi di più e quindi il nostro giudizio non è positivo". -

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