venerdì 23 giugno 2017

INAUGURATA A TINDARI UNA NUOVA CAMPAGNA DI SCAVO.

                                  

di - 22 giugno 2017           

Patti – È stata inaugurata la nuova campagna di scavo condotta dall’Università degli Studi di Torino all’interno dell’area archeologica di Tindari, in zona “Cercadenari”.


Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, anche questo secondo ciclo di scavi sarà diretto sul campo dalla prof. Rosina Leone, già protagonista durante gli anni 90, insieme a Monica Viara e sotto la direzione di Umberto Spigo e Giovanna Bacci, di alcune indagini effettuate proprio in contrada “Cercadenari” per conto della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina.
Questa seconda campagna di scavo didattico coinvolgerà diciotto studenti, sei dei quali sono già all’opera da ieri, mentre altri dodici arriveranno a Tindari tra un paio di settimane per concludere l’esperienza il 21 luglio. Le attività di scavo sono regolate da una convenzione, della durata di tre anni, siglata nel 2016 tra il Dipartimento di Studi storici dell’ateneo torinese, la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e il competente assessorato regionale.
Preziosissima, soprattutto sul fronte operativo, si è dimostrata la collaborazione della dott. Gabriella Tigano (dirigente della sezione archeologica della Soprintendenza di Messina) e dalla dott. Maria Ravesi (funzionario responsabile dell’area archeologica di Tindari). Fondamentale, inoltre, il supporto dell’associazione culturale intitolata a Tindaro Sidoti e il sostegno, anche economico, del Dipartimento di Studi storici e  dell’istituto Zonta II di Torino. «Tuttavia – osserva la prof. Leone – le risorse a nostra disposizione sono sempre più ridotte, per cui qualsiasi aiuto, anche sottoforma di sponsorizzazione da parte degli imprenditori locali, sarebbe per noi di fondamentale importanza». La mission, del resto, è di quelle davvero ambiziose: «L’obiettivo di questa seconda campagna di scavo – spiega la prof. Leone – è di proseguire quanto di buono abbiamo fatto lo scorso anno, contribuendo all’accrescimento della conoscenza di un sito che presenta delle potenzialità straordinarie, ma solo in parte esplorate».
All’entusiasmo fanno però da contraltare le oggettive difficoltà a lavorare all’interno di un’area in cui non era stato effettuato alcun intervento di diserbo: circostanza che ha reso particolarmente ardue le prime operazioni di scavo. Fortunatamente la pulizia del sito è stata poi garantita grazie all’impegno economico assunto dall’associazione Tindaro Sidoti. -

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