mercoledì 28 giugno 2017

In Sicilia possono aprire

222 nuove farmacie ma

la Regione blocca tutto

da cinque anni.



farmaci940

Duecento ventidue nuove farmacie che darebbero da lavorare a quasi 500 giovani laureati in forma singola o associata e fornirebbero un servizio aggiuntivo a vasti territori creando anche un effetto concorrenza a beneficio del cliente.

Questi presidi potrebbero aprire già domani mattina o comunque nel tempo necessario a mettere su i negozi e le strutture entro sei mesi al massimo.

La legge c’è, i titolari sono stati individuati con concorso e sono pronti ad aprire ma la Regione siciliana continua a prendere tempo e bloccare una occasione di lavoro difficilmente ripetibile.
Ciò nonostante precise sentenze che invitano l’amministrazione a procedere con l’assegnazione delle licenze considerando prioritario rispetto a qualsiasi altra valutazione l’incremento dell’occupazione giovanile e i servizi resi ai cittadini. Ma l’amministrazione regionale invece di procedere adduce varie scuse per perdere tempo (leggi qui la sentenza del tar Palermo 1560 del 2017).
Questa assurda vicenda inizia nel 2012 con il decreto ‘Cresci Italia’ poi trasformato nella legge 27/2012, una norma varata dal governo Monti. La norma rideterminava i criteri per la nascita di farmacie sul territorio nazionale abbassando la soglia di abitanti serviti per ogni farmacia esistente. Entro un anno, ovvero entro il dicembre del 2013 tutte le Regioni dovevano completare le procedure e bandire i relativi concorsi destinati ai giovani farmacisti.
Una sbocco professionale lavorativo importantissimo per la categoria tanto che moltissimi giovani farmacisti, hanno perfino lasciato impieghi in varie farmacie per fare il concorso in forma singola o associata.
Si tratta di un concorso straordinario con regole particolari che non prevedeva esami ma solo la valutazione dei titoli. per semplificare e velocizzare le procedure fu creata una apposita piattaforma nazionale nella quale i concorrenti potevano inserire le proprie domande e i propri titoli. La piattaforma stessa, nel giro di pochi minuti, calcolava il punteggio assegnato a ciascun concorrente o gruppo di concorrenti associati.
Tutto molto semplice tanto che alle commissioni regionali non restava che la verifica dei titoli e stilare la graduatoria in base a punteggi già calcolati e dunque l’assegnazione.
Ma la Sicilia non si smentisce mai e così mentre altrove in Italia il concorso è già stato svolto e le farmacie assegnate, le licenze consegnate e la maggior parte sono già aperte, nella nostra Regione la Commissione perde tempo nella valutazione dei requisiti, nel controllo dei titoli e così via.
E a forza di perdere tempo si arriva al 2015 quando, pronunciandosi su un’altra vicenda riguardante non questo concorso ma un concorso ordinario per farmacisti in Sardegna, il Consiglio di Stato (con la sentenza 5667 del 2015) interpreta l’art. 9 della legge 221/68 in maniera del tutto nuova ed imprevedibile riuscendo a mettere in dubbio anche la graduatoria del concorso straordinario in questione. Cambia, di fatto, in corsa le regole di assegnazione dei punti ‘bonus’ ai titolari di farmacie disagiate stravolgendo un sistema utilizzato e mai contestato fin dal 1968.
Inizia una assurda battaglia legale che porta ad una serie di ricorsi anche su questo concorso e spacca l’Italia a metà. Là dove il concorso era stato completato, infatti, le farmacie vengono aperte mentre nelle regioni meno virtuose e dunque purtroppo anche in Sicilia  tutto viene fermato. In un primo momento il Tar sospende la graduatoria ma il Cga annulla la sospensiva e invita il Tar ad approfondire la vicenda ponendo le basi per considerare il concorso in questione come assolutamente regolare e ben distinto dalla vicenda sarda.
In quella occasione la Regione si costituisce davanti al Cga chiedendo di poter promulgare la graduatoria e dunque assegnare le farmacie così come i vincitori di concorso  ricorrenti. una vittoria dunque ma che resterà una vittoria di Pirro. Nonostante l’ordinanza del Cga  (risalente all’ottobre 2016) l’amministrazione regionale sospende in autotutela e adesso con la sentenza del tar immediatamente esecutiva (SCARICA QUI LA SENTENZA DEL TAR IN PDF) non ha ancora provveduto a revocare la sospensiva in autotutela e a procedere alla fase dell’ interpello dei vincitori.
“Quello a cui assistiamo è un atteggiamento schizofrenico – commenta a Blogsicilia il deputato 5 stelle Sergio Tancredi – l’amministrazione deve immediatamente rilasciare i permessi e consentire  l’avvio di tutte le procedure che in sei mesi porteranno all’apertura di queste 222 farmacie. E’ intollerabile che in una Regione che ha bisogno di lavoro, di cure e di sviluppo si perda tempo con scuse del tutte peregrine invece di procedere coma la legge permette e come una sentenza obbliga a fare”.
“Quanto sta accadendo con i farmacisti è lo specchio di cinque anni di Governo basati sulla paralisi di qualsiasi tipo di attività senza alcun motivo logico se non l’incapacità o la paura di fare ciò che va fatto. Questo non è amministrare nell’interesse della collettività”.
“La Regione – conclude Tancredi – sblocchi subito la situazione come la sentenza dispone, senza mettere più ostacoli inesistenti sul cammino di questi giovani”. -










Nessun commento:

Posta un commento