lunedì 5 giugno 2017

Il generale della Folgore

contro Boldrini: "Ci

applaudono i nostri caduti".


Il generale Gianni Fantini chiarisce il pensiero di molti veterani: "Non c'è obbligo di applaudire, ma un segnale poteva essere dato, almeno per chi è più a rischio".

La Folgore non ha bisogno di applausi dei politici, si fa bastare quelli dei propri caduti.



A dirlo, ponendo fine alla polemica con Laura Boldrini, il generale Gianni Fantini, ex presidente dell'Associazione nazionale paracadutisti d'Italia.
Che, interpellato dal Tempo, non rinuncia a dire la sua. Tutto è iniziato all'indomani della parata del 2 giugno, quando in molti notarono il mancato battimani della presidente della Camera al passaggio dei paracadutisti. La Boldrini restò a braccia conserte, mentre il premier Gentiloni e il presidente del Senato Grasso applaudivano cortesemente.
Attacchi a non finire e richieste di "più rispetto", a cui la terza carica dello Stato ha replicato parlando di una "montatura basata sul nulla". Ieri, però, le parole del generale Fantini chiariscono così la posizione di molti parà: "Noi siamo superiori a queste cose. L'applauso non ce lo fa né la Boldrini, né Mattarella, né Scalfaro, né Cossiga. Le mani, se lo meritiamo, ce le battono i nostri caduti".
Il generale chiarisce: massimo rispetto per le istituzioni, nel pieno della tradizione militare. "Non è obbligatorio applaudire al passaggio dei militari - ricorda - Noi rispettiamo la carica dello Stato, qualunque essa sia, poi sulle persone possiamo avere qualche dubbio." Ma poi chiosa: "Se possiamo trovare delle inefficienze nel comportamento del presidente della Camera se ne possono trovare altre 150mila, non ciò che non è stato fatto su uno spazio di 150 metri". -

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